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Replica di Amaie a lettera – esposto: «Se Rivieracqua è in crisi non è colpa nostra, piuttosto di Amat ed Aiga»

Risposta al sindaco di Diano Castello Romano Damonte secondo il quale il mancato ingresso della partecipata sanremese avrebbe creato un danno di oltre 3milioni di euro al Consorzio dell'acqua pubblica

Sanremo. «Se Rivieracqua versa in queste condizioni non è colpa del mancato ingresso di Amaie». In sintesi, è questa la risposta che il presidente della partecipata sanremese Gianluigi Pancotti ha inviato al sindaco di Diano Castello Romano Damonte.

Damonte, facendosi interprete del pensiero di altri primi cittadini del Golfo dianese, aveva, infatti, scritto  una lettera-esposto inviata ad Amaie, alla Provincia, al commissario ad acta dell’Ato idrico Gaia Checcucci e a tutti i comuni soci di Rivieracqua evidenziando come l’ingresso di Amaie in Rivieracqua nel 2017 avrebbe evitato al Consorzio dell’acqua pubblica tanti guai finanziari e la conseguente richiesta di concordato, prospettando di rivolgersi alla magistratura contabile.

Il primo cittadino di Castello si riservava, appunto,  di procedere con formale diffida imputando  al mancato ingresso della sanremese Amaie in Rivieracqua un danno erariale che, solo per i mancati adeguamenti della tariffa dell’acqua, sarebbe stato superiore ai  3milioni di euro, per la precisione 3.464mila euro per gli anni che vanno dal 2016 al 2020.

Secondo Pancotti che nella risposta a Damonte ripercorre le tappe della vicenda a partire dal 2012, invece, le cause sono da ricercare, piuttosto, nel mancato ingresso dei concessionari cessati, Amat e Aiga (e del contenzioso che ne è scaturito)  «sia  in termini di minori ricavi, non praticabilità della tariffa unica d’ambito che avrebbe, invece, garantito l’equilibrio economico, sia di maggiori costi per mancate economie di scala e segnatamente per l’acquisto da parte di Amat di acqua all’ingrosso per un extra costo di circa 2,7milioni di euro all’anno».

Gli altri punti che l’amministratore delegato di Amaie affronta sono la scarsa capitalizzazione di Rivieracqua, l’inadeguatezza delle tariffe, i rapporti economici e finanziari con i comuni soci che hanno progressivamente conferito alla società i rispettivi comparti idrici. Pancotti a proposito degli impianti punta il dito nei confronti dei comuni soci in merito alla mancata rifusione di spese di manutenzione ordinaria e straordinaria.

«Amaie e il Comune di Sanremo – conclude l’ingegner Pancotti  – nonostante le obiettive difficoltà che l’iter aggregativo determinerà per l’azienda intendono mantenere fede agli impegni assunti e proseguire nel processo da tempo ormai definito».