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Ordinanza Halloween, Toti: «Restate a casa, ma questo non vuol dire che non si possa uscire»

«Si può andare a trovare qualcuno, prendere una pizza da asporto o andare a fare la spesa in un supermercato h24: si può fare tutto questo senza bighellonare, senza assembrarsi per strada in gruppi», ha spiegato il governatore ligure

Genova. «Oggi è arrivato il report ministeriale: l’indice Rt in Liguria è 1,54. Dopo giorni complicati siamo al di sotto delle regioni in cui il virus sta crescendo di più e che hanno superato Rt 2. Siamo al di sotto del picco di 1,8 della scorsa primavera e sotto l’attuale media nazionale.

Con una partenza anticipata del cluster spezzino, e poi la diffusione a Genova, la Liguria è probabilmente una quindicina di giorni avanti rispetto all’esplosione dei casi in Veneto, Lombardia, Piemonte, Campania. Il numero degli ospedalizzati è tendenzialmente costante da circa 7-8 giorni e la crescita delle terapie intensive è bassa, in proporzione alla crescita dei positivi: non c’è correlazione percentuale tra numero di contagiati e ricoveri in ospedale, il che significa una migliore capacità di curare a casa i pazienti e un’ottima capacità di tracciamento».

Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel consueto punto stampa serale di aggiornamento, che oggi si è tenuto all’Ospedale Borea di Sanremo al termine delll’inaugurazione della nuova sala di rianimazione.

«Scatta questa sera alle 21 la cosiddetta “Ordinanza Halloween” – ha proseguito – abbiamo chiuso bar e ristoranti, con un danno economico per le categorie gigantesco, con il primo obiettivo di contenere i contagi che sono funzione diretta dei contatti sociali. Ai cittadini chiediamo solo di restare a casa, il che non vuol dire che non si possa andare a trovare qualcuno, prendere una pizza da asporto o andare a fare la spesa in un supermercato h24: si può fare tutto questo senza bighellonare, senza assembrarsi per strada in gruppi. Non possiamo scherzare con gli attuali numeri del contagio.

Ho visto qualche rimostranza di sindaci – ha puntualizzato – che evidentemente non avevano nulla di meglio da fare: ieri l’ordinanza è stata condivisa da tutti i sindaci delle città capoluogo e dai presidenti di provincia. Prima di prendere altre misure che riguardano questa regione verranno riconsultati Anci e sindaci, ma sull’ordinanza che blocca la movida nel fine settimana ricordo nitidamente un vasto consenso da parte di tutti. Non appena ripartirà il confronto con il Governo condivideremo come sempre le novità con tutti gli attori istituzionali del territorio.

Il reparto di terapia intensiva che abbiamo inaugurato oggi qui a Sanremo – ha detto ancora – fa parte del piano incrementale su cui tutte le asl stanno lavorando, è stato costruito in un mese di tempo e sarà già aperto domani. La situazione in Liguria oggi è questa: 52 terapie intensive su 1000 letti di media e bassa intensità.

Per dare un raffronto con il pieno dell’emergenza, il 2-3 aprile i posti letto di media e bassa intensità erano circa 1400, le intensive sfioravano le 200, segno che la capacità di diagnosi precoce e di cura è migliorata moltissimo. Sta andando avanti il piano non indolore di preparazione di 500 posti di bassa intensità per essere pronti a un afflusso straordinario di pazienti nei pronto soccorso.

Stiamo attivando tutte le strutture covid hub con cui si possono liberare letti nei reparti ospedalieri: saranno almeno 247 letti nella città metropolitana di Genova che ruoteranno su 7 strutture (non quelle gestite dalla Protezione Civile per l’isolamento, ma altre gestite dal mondo sanitario e in filiera con i nostri ospedali): a questi si aggiungono circa 50 posti letto nell’imperiese, 83 nel savonese e 70 al Mazzini della Spezia. Abbiamo inoltre il contributo della medicina territoriale: a questo proposito sono contento che la Conferenza Stato Regioni abbia ratificato l’accordo con i medici di medicina generale prendendo a modello il caso Liguria».

L’ordinanza 77: