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Operazione Grande Carro, ecco chi sono i due imprenditori arrestati a Camporosso

Sono Fabio Alberici, 68 anni, ed Emanuele Conti, 45

Camporosso. Sono Fabio Alberici, 68 anni nato a Sant’Ippolito, in provincia di Pesaro e Urbino, ed Emanuele Conti, 44 anni, nato a Corinaldo in provincia di Ancona, i due uomini arrestati dai carabinieri nell’ambito dell’operazione Grande Carro.
Le indagini, svolte dai militari del R.o.s. al comando del generale Pasquale Angelosanto e del reparto tutela agroalimentare di Salerno, hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare, richiesta dalla Dda di Bari, nei confronti di 48 persone accusate di aver favorito le attività di un’organizzazione mafiosa.

Nel dettaglio, Alberici era ospite a Camporosso di Conti, che in passato risultava essere pizzaiolo in un suo locale. Le accuse più gravi sono rivolte proprio al 68enne: all’uomo è contestato il reato associativo in quanto ritenuto a disposizione del sodalizio mafioso riconducibile alla cosiddetta “Batteria Sinesi-Francavilla” della Società foggiana. In oltre 1100 pagine di ordinanza di custodia cautelare, gli inquirenti hanno ricostruito nel dettaglio il ruolo di Alberici che, in qualità di “partecipe” «poneva in essere condotte atte a favorire l’operatività dell’associazione, in quanto finalizzate a sottrarre i beni e le attività illecitamente accumulate alle previste misure ablatorie, implementando così la forza dell’associazione e determinando un accrescimento della posizione dello stesso sul territorio attraverso il controllo di diverse attività economiche». Tra queste, va ricordata la sua nomina di amministratore della società rumena “Ald Global Trans Service S.r.l.” con sede a Timisoara, che veniva utilizzata per far rientrare in Italia i capitali “investiti” in Romania per acquisti fittizi di macchinari agricoli: un modo, insomma, per ricevere ingenti finanziamenti comunitari in materia agroalimentare, frodando così l’Unione Europea.

Emanuele Conti, che lavora in una pizzeria in via Braie a Camporosso, è invece considerato il prestanome della società ITALGESTIONI SRL di Rimini, che sulla carta rappresentava. Dalle indagini è emerso che «Il Conti era ben consapevole delle finte operazioni commerciali che vengono attuate dal sodalizio criminale», tanto che il 23 dicembre del 2013, proprio insieme a Fabio Alberici, si era recato a Foggia per partecipare ad un incontro con i cugini Aldo e Francesco Delli Carri per valutare l’acquisto di un’attività commerciale in provincia di Rimini con l’unica finalità di ottenere illeciti guadagni, probabilmente creando una situazione fallimentare. La Italgestioni Srl di cui era amministratore, compare nelle carte in quanto serviva per intestare finte fatture di inesistente prodotto agricolo per lo scarico contabile necessario a far rientrare in Italia i soldi rumeni.