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L’ultimo saluto al bordigotto Mario Armando

Poeta, scrittore, marinaio d'Italia ed ex capotreno. Aveva 91 anni

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Bordighera. Si sono svolti ieri i funerali di Mario Armando. L’ex capotreno delle Ferrovie dello Stato, marinaio d’Italia, scrittore, poeta, socio di Aido e di U Risveiu Burdigotu si è spento domenica a 91 anni.

Lo ha ricordato Pia Viale dell’associazione culturale “A Cria”: «La figura di Mario, da me conosciuta nel contesto della poesia dialettale, va principalmente ricordata come il ferroviere collega e amico di Giacomo Amalberti al quale, prematuramente scomparso, la moglie Marisa De Vincenti dedicherà il prestigioso Premio di poesia dialettale intemelia U Giacuré, suo specifico soprannome. Il legame di Mario e Giacumin si trasforma, da allora, in una continua, costante e fedele partecipazione al concorso conseguendo due record: quello di non aver mai saltato un anno la partecipazione e quello di non essere mai stato premiato, cosa assai inspiegabile perché varie volte le sue poesie erano davvero meritevoli».

«Se dovessi definire Mario con un aggettivo, ebbene non avrei esitazioni a dire “sottile” – aggiunge Pia VialeSottile e slanciata la sua figura, sempre sobria e ordinata anche in vecchiaia. Sottile la sua voce, che prima di dedicarsi alla lettura della poesia, annunciava un preambolo solitamente ilare o metaforico che sempre strappava un sorriso al pubblico. Sottile la sua ironia o la sua visione della vita, così come erano sottili i paesaggi da lui descritti, quasi acquerelli emotivi di ciò che la sua Bordighera gli suscitava. Sottile la sua umiltà. Ho rivissuto attraverso due sue poesie una gratitudine antica, che si avvertiva un tempo tra comunità diverse: capitava che i bordigotti, ormai considerati cittadini, riguardo a noi paesani, avessero parole di rispetto e valorizzassero le nostre qualità. Ecco, Mario, venendo negli anni a Vallebona per le serate di poesia, scrisse del Ristorante Giardino e dedicò anche a me alcuni versi per riconoscenza all’organizzazione delle serate: rimangono, le sue righe, come un premio, di gran lunga più prestigioso di qualsiasi targa o medaglia, così come i suoi brevi carteggi sul retro di una poesia, inviatami anche fuori concorso».

«E’ commovente rendermi conto di quanta relazione abbiano voluto stabilire nel tempo i poeti: ritrovo di tutto, scritti su foglietti svolazzanti, poesie, disegni, libri, fotografie, cartoline, dediche… ma più di tutto le loro parole, quelle dette per amicizia, per confidenza o forse per aver riposto fiducia nella mia comprensione – conclude – Un piccolo patrimonio umano che mi tocca il cuore: grazie Mario, grazie a tutti, siete meravigliosi».

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