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Il Castello di Bestagno, esempio di architettura militare in valle Impero foto

Lo storico locale Alessandro Giacobbe racconta la storia della fortificazione

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    Pontedassio. Viaggio in valle Impero per visitare i ruderi del “Castrum Bestagni“. La fortificazione, molto probabilmente risalente alla fine del X secolo, era uno degli esempi più importanti e più rappresentativi di architettura militare nel Ponente Ligure . Il perimetro del castello aveva un impianto “ad incudine”, molto simile ai castelli di Monte Arosio, di Castelvecchio e di Prelà. Il fortilizio era posto in una posizione strategica e di controllo che gli permetteva di comunicare con altre torri di avvistamento poste lungo la valle Impero. Il castello fu costruito su anfratti particolarmente scoscesi e su un terrapieno, al cui interno si estendevano ampi sotterranei, oggi difficilmente visibili e percorribili a causa della folta vegetazione e dei numerosi crolli avvenuti duranti i secoli scorsi. Il Castrum Bestagni appartenne ai Duchi di Savoia a alla famiglia dei Doria e terminò la sua gloriosa storia nel Seicento, quando fu distrutto da un attacco delle truppe ispano-genovesi. Oggi, tutta la zona del castello, sebbene sia di proprietà privata, rappresenta un importante bacino di informazioni storiche e, per tale motivo, vogliamo rivolgere un appello per l’apertura di nuovi lavori di scavo archeologico, al fine di acquisire nuove conoscenze e renderle fruibili al grande pubblico. Le pietre del Castrum Bestagni sono, tutt’oggi, una delle testimonianze più interessanti e più significative della storia medievale della Liguria di Ponente.

    In merito al castello medievale di Bestagno, lo storico Alessandro Giacobbe spiega: «Il castello di Bestagno ha una storia molto lunga e affascinante. Anzitutto, il toponimo del castello è molto complesso e compare anticamente in Liguria e in Piemonte, tanto da diventare anche un cognome. Il nome pare faccia riferimento alla presenza di acque nella zona e infatti il castello nasce vicino al Ponte di Assio, che era un fondo romano-ligure. La fortificazione, situata su una costiera di fronte all’antica chiesa matrice di San Michele, fondata intorno al X secolo, quando era necessario difendere il territorio dalle incursioni saracene
    provenienti dal mare. Il nucleo centrale, provvisto di cisterna e strutture di sopravvivenza, è molto simile a quello di Castel d’Appio a Ventimiglia. Nel corso del XIII secolo i Vescovi di Albenga, detentori dei diritti, erigono una importante cerchia muraria difensiva esterna con torri di avvistamento in collegamento visivo con la Torre della Colombera di Bestagno, che oggi non esiste più, e con la Torre di Santa Lucia. Alla fine del XIII secolo i Vescovi di Albenga vendono il castello ad un ramo della famiglia dei Doria. Da quel momento però il castello perde la sua importanza, perché troppo decentrato rispetto all’asse viaria Oneglia-Piemonte che interessava ai Doria. Come riportato da più fonti, il castello fu conquistato e parzialmente distrutto da un primo attacco ispano-genovese nel 1614 e poi definitivamente nella guerra del 1625 fra ispano-genovesi e franco-sabaudi che avevano invaso i territori della Repubblica di Genova».

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