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Covid e Dpcm, Giuffra chiama a raccolta Riva «Mala tempora currunt, comunità disunita non ha futuro»

«Sperando che il sistema di risarcimento sia efficace e puntuale, perché si rischia la chiusura di molte imprese»

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Riva Ligure. «Mala tempora currunt sed peiora parantur, cioè “corrono brutti tempi ma se ne preparano di peggiori”».

Con un dotta quanto pessimistica citazione latina, il sindaco Giorgio Giuffra, sulla sua pagina social commenta l’attuale situazione dei contagi da covid, con la pandemia in crescita e il recentissimo Dpcm del Governo Conte che dimezza l’attività dei ristoranti e spegne la movida per un mese.

Prima di tutto, il primo cittadino chiama a raccolta la comunità rivese: «Non è il momento di indagare sulle colpe, ma, come a marzo, dobbiamo cercare cure, soluzioni e conforto. È necessario restare coesi. Una Comunità sfilacciata, disunita e sgangherata non ha futuro. La compattezza deve prevalere sull’inimicizia, sull’ostilità e sulla rabbia. Magari, non avremo la forza di tornare a far sventolare nuovamente i tricolori dai nostri balconi, ma non lasciamo spazio alle discussioni sulle mascherine, alle piazze negazioniste, alle liti sui pullman ed al bar. Od ancor peggio, alle guerriglie per strada. Proviamo a convivere col virus, sapendo bene che l’epidemia travolge a cascata ogni settore della vita e del sistema».

«Non c’è economia senza salute – spiega Giuffra – Continuare ad affermare il contrario è ingannevole e destabilizzante».

Nell’ultimo passaggio del suo scritto, il Sindaco, lancia un, non troppo velato, appello allo Stato affinché, quest’ultimo, faccia la sua parte con aiuti economici, «sperando che – si legge nel post – almeno in questo frangente, il sistema di risarcimento sia efficace e puntuale, perché si rischia la chiusura di molte imprese».

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