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Covid, CNA Benessere e Sanità Imperia: «Acconciatori ed estetiste restano aperti, premiata la serietà della categoria»

«Ora più che mai gli abusivi rappresentano una piaga intollerabile, un rischio per la salute pubblica e una fonte di possibile contagio che non possiamo più tollerare»

Imperia. Con la pubblicazione del nuovo DPCM è stato scongiurato il rischio chiusura per i saloni di acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing: le imprese del settore potranno pertanto restare aperte e continuare a fornire i propri servizi.

La CNA si è mossa fin da subito per sostenere le ragioni di una categoria che in questi mesi ha dato prova di grande affidabilità e serietà, rispettando in maniera scrupolosa e diligente i protocolli sanitari anti Covid. Una categoria che peraltro aveva già pagato a caro prezzo il lockdown e che non avrebbe potuto sopportare un’ulteriore chiusura, che peraltro non avrebbe trovato sostegno nei dati.

«Nei saloni di Acconciatura e Estetica da sempre vi è la massima attenzione agli aspetti igienico sanitari, con standard di sicurezza estremamente elevati e già attivi anche in tempi precedenti alla pandemia» – afferma Enzo Saglietto, portavoce di CNA Benessere per la zona di Imperia e titolare di un noto salone di acconciatura – «A questo poi hanno fatto seguito investimenti significativi in strumenti per la sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, il largo utilizzo di materiali monouso, l’attenzione maniacale alla tutela della salute del cliente. Vi è stato inoltre uno sforzo enorme in termini di riorganizzazione del lavoro che ha permesso, seppur con grandi sacrifici, di evitare assembramenti e nel contempo di continuare a fornire ai clienti servizi di qualità, nonostante il notevole aumento dei costi di gestione».

«Mantenere in azione le nostre attività è stato il riconoscimento dell’impegno che questi imprenditori hanno mostrato nei confronti della Legge e a favore della comunità – dice – Si tratta quindi di un importante segnale di interesse da parte della politica che ha compreso le ragioni della categoria che come CNA abbiamo esposto e sostenuto».

Continua, «Come per il settore benessere, anche altri comparti hanno investito nel rendere la propria impresa sicura e rispettosa di tutti i protocolli sanitari, molto spesso andando anche oltre gli standard minimi previsti, per tutelare ancor di più la salute dei clienti, dei dipendenti e degli stessi imprenditori. Per questo siamo solidali con le categorie che hanno visto in parte o del tutto pregiudicata la propria attività, quali gli operatori dello spettacolo, dell’intrattenimento e della cultura, il comparto della somministrazione, i gestori di palestre e centri benessere, cioè tutti quei settori economici e professionali, che più stanno soffrendo in questa terribile situazione.

Auspichiamo che abbiano presto la possibilità di proseguire la propria attività in sicurezza, perché questo sarà possibile grazie all’applicazione rigorosa dei protocolli sanitari, che sempre hanno osservato. Serve assoluta fermezza nel pretendere la massima serietà da parte di tutti gli operatori, di tutti i settori, perché la scorrettezza di pochi non deve danneggiare le tantissime realtà serie ed attente, che in questi mesi hanno sempre operato nella totale osservanza delle prescrizioni».

E conclude Saglietto, «Come categoria, su quest’ultimo punto, siamo determinati: occorre il pugno di ferro nei confronti degli irregolari. Ora più che mai gli abusivi rappresentano una piaga intollerabile, un rischio per la salute pubblica e una fonte di possibile contagio che non possiamo più tollerare: parliamo di quei soggetti che operano in assenza delle prescrizioni di legge sia sul piano formativo che igienico-sanitario e che rappresentano ancor più in questo momento un serio rischio per la salute dei cittadini, oltre che danneggiare ulteriormente sul piano economico le aziende in regola. Su questo servono risposte concrete da parte delle Istituzioni e degli enti di controllo».