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Coronavirus, sciopero degli studenti per la sicurezza sui trasporti pubblici. “Imperia di tutti”: «Hanno ragione»

«Riteniamo che si debba agire adesso con serietà e onestà, per esempio stipulando convenzioni con i gestori del trasporto privato, i quali a causa dell’ultimo Dpcm che vieta uscite didattiche e gite di istruzione, rischiano il fallimento»

Imperia. Lunedì prossimo gli studenti di Imperia, così come quelli di tutta Italia, vogliono scioperare per la questione della sicurezza sui trasporti pubblici.

«Hanno ragione: non è possibile ritenere la scuola un luogo sicuro se vi si arriva con un autobus strapieno. Per non parlare del ritorno a casa, momento in cui alle fermate dell’autobus si radunano, loro malgrado, studenti di tre, quattro istituti per volta. Altro che assembramenti!». Ad intervenire sull’argomento è il direttivo ‘Imperia di tutti’ che spiega: «Il presidente di RT, Riccardo Giordano ieri in un’intervista, si è rivolto al primo ministro Conte e, usando la metafora della bottiglia riempita a dismisura a suo avviso causa del problema, lo ha garbatamente invitato a portargli con urgenza un’altra bottiglia. In caso contrario, lui come presidente di RT non avrebbe potuto in alcun modo dare un contributo organizzativo alla situazione.

Noi prendiamo spunto dal ragionamento del dott. Giordano per fare alcune riflessioni:

1) L’organizzazione e la gestione del trasporto locale sono di competenza regionale ( d.lgs 422 – art 18). Ci chiediamo cosa sia stato fatto dalla Regione Liguria in questi otto mesi.
2) Il governo, nella persona del ministro dei trasporti Paola De Micheli in questi mesi ha sostenuto di aver versato agli enti locali milioni di euro e, non più tardi dell’altro ieri, sembra aver promesso altri fondi alle regioni, proprio per il trasporto locale.

Ora, pur consapevoli della gravità del momento, noi di Imperia di tutti non possiamo esimerci dal chiedere il motivo di tanta disorganizzazione. Con giusta ragione si voleva riaprire la scuola, sia per consentire ai genitori di andare a lavorare, sia per far rispettare il diritto allo studio di tanti ragazzi che altrimenti sarebbero rimasti ai margini del percorso/ processo di formazione. Ci chiediamo però come sia stato possibile non capire sin da subito che, collegato alla riapertura degli edifici scolastici, sarebbe venuto fuori in modo dirompente l’endemico problema del trasporto pubblico locale.

Si vogliono vietare gli assembramenti? Giustissimo! Però non a discapito di giovani, famiglie, e gestori di locali pubblici! Non si può sempre demandare ad altri una responsabilità che non appartiene loro, se non in misura limitata. Non si può pensare di dover chiudere i bar e i ristoranti e lasciare che i ragazzi e i lavoratori viaggino in carri bestiame Non si può riaprire le scuole e lasciare gli alunni nei sotterranei degli istituti per cinque ore di seguito. Non si può riaprire le scuole e lasciare i bambini senza mensa. Non si può riaprire le scuole e lasciare gli scuolabus senza vigilanza. Non si può riaprire le scuole usando dei banchi a rotelle che hanno il tavolino solo a destra, dimenticando che esistano degli alunni mancini. Non si può riaprire le scuole due volte a settimana: il virus, ahimè, non va in ferie e finché sarà adottato il protocollo Azzolina, secondo il quale in un’aula venti persone sedute al banco possono stare senza mascherina, il problema non si risolverà.

Per tutti questi motivi, noi di Imperia di Tutti, pur ritenendo la scuola un perno fondamentale della società, riteniamo che si debba agire adesso con serietà e onestà, per esempio stipulando convenzioni con i gestori del trasporto privato, i quali a causa dell’ultimo dpcm che vieta uscite didattiche e gite di istruzione, rischiano il fallimento. Ecco, cercare di mettere in moto un meccanismo di questo tipo forse potrebbe, in tempi rapidi, arginare il problema degli autobus.

Per quanto riguarda le scuole poi, pensiamo che, per evitare una chiusura lunga e indiscriminata sarebbe bene che i test rapidi, tanto promessi dal presidente Toti, arrivassero tempestivamente agli istituti, per il momento non ce n’è traccia, almeno qui nel ponente!

Quindi, qualora si decidesse per una chiusura, che si sia seri e si evitino le pagliacciate come la storia dei giorni alterni: o si chiude tutto per un tempo utile ad arginare l’epidemia e il contagio, o le cose, inevitabilmente, prenderanno una piega brutta e fatale.

Noi di Imperia di Tutti siamo pronti al confronto politico in modo propositivo, ma siamo anche altrettanto motivati a dare battaglia nelle sedi opportune per evitare questo disastro».