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Coronavirus, Nursing Up: «In Liguria Toti promette nuove assunzioni, ma dove troveranno gli infermieri?»

«La situazione è precipitata in quella che sembrava una Regione che riusciva a tenersi a galla»

Genova. «Campania al primo posto assoluto per carenza di infermieri per fronteggiare l’emergenza pandemia. Tra le 10 e le 12mila unità di professionisti della sanità mancano all’appello per fronteggiare il “nemico”. Al secondo posto c’è la disastrata Lombardia. Segue il Piemonte. Ma sono gli scenari interni, la disorganizzazione, il precariato, i nuovi turni massacranti, gli spostamenti “tappabuchi” di colleghi da un reparto e da un ospedale all’altro, senza logica, penalizzando reparti no-covid a irrimediabile rischio chiusura, a fronte di pochissime nuove assunzioni, a far scattare l’allarme, ben oltre la soglia di emergenza».

Esordisce così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up, Sindacato Infermieri Italiani, nel presentare agli organi di informazione i dati del nuovo “report”, questa volta incentrato sui preoccupanti numeri della mancanza di infermieri nelle aree covid della sanità pubblica per tenere testa alla pericolosa riesplosione della pandemia.

Lombardia, Campania, Piemonte e Liguria al picco dell’emergenza. «La situazione è precipitata in quella che sembrava una Regione che riusciva a tenersi a galla. Ci sono arrivate notizie indecorose del pronto soccorso del San Martino di Genova con barelle ammassate nel pronto soccorso, e pure quelle sarebbero finite. Il presidente Toti ha promesso 500 assunzioni: ma dove troveranno 500 infermieri in un momento in cui anche le RSA denunciano una carenza strutturale paurosa?

Non comprendiamo davvero cosa si crede di realizzare con soli 500 infermieri, oggi che un tale numero di assunzioni non basterebbe nemmeno per compensare il turn over di quelli che sono andati in pensione senza essere sostituiti» – chiosa De Palma esterrefatto parlando della situazione in Liguria.