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Coronavirus e scuola, anche gli studenti del liceo Aprosio di Ventimiglia aderiscono alla sciopero

«Motivo della protesta l'organizzazione scolastica varata per arginare il fenomeno Covid che impone a insegnanti e alunni di restare a casa in quarantena bloccando l’attività di una classe dove c’è anche un solo positivo»

Ventimiglia. Più della metà degli studenti del liceo Aprosio di Ventimiglia hanno deciso di aderire allo sciopero in programma lunedì 19 ottobre, senza però scendere in piazza per evitare assembramenti espressamente vietati dai vari decreti del presidente del consiglio.

«Motivo della protesta l’organizzazione scolastica varata per arginare il fenomeno Covid, organizzazione che impone, tra le altre cose, a insegnanti e alunni di restare a casa in quarantena bloccando l’attività di una classe dove c’è anche un solo positivo.

Inoltre gli insegnanti, una volta messi in quarantena, non hanno l’obbligo di fare lezione, essendo considerati in malattia. Tutto ciò crea problemi a livello organizzativo e grossi “buchi” nell’orario scolastico. Spesso la giornata scolastica si risolve in un paio d’ore di lezione (episodi già spesso accaduti), mentre restano più o meno costanti interrogazioni e verifiche.

Gli studenti del liceo Aprosio si uniscono alla lotta delle altre scuole imperiesi, sperando che la protesta abbia un’eco regionale e nazionale. Si ritiene necessario il potenziamento della didattica a distanza, alternandola eventualmente con la didattica in presenza.

Le nostre critiche non sono rivolte in particolare all’Aprosio, ma in generale all’organizzazione scolastica varata nelle settimane scorse. La protesta nazionale ha posto all’attenzione di tutti anche il grave problema del trasporto scolastico che rischia, ogni giorno, di estendere la pandemia ai compagni e ai nostri familiari».