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Coronavirus, al via in Liguria test antigenici nelle scuole. Lunedì tavoli tecnici per eseguirli anche in studi medici

«La curva in base all'andamento attuale è in aumento costante ma non in modo incontrollato»

Genova. «Abbiamo chiesto, come governatori, che i test antigenici vengano sdoganati dal Ministero come test clinico diagnostico. Lunedì cominceranno i tavoli tecnici di confronto per un coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nell’esecuzione dei tamponi rapidi antigenici negli studi medici». Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto aggiornamento serale sul Coronavirus, dopo l’incontro con i rappresentanti dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. L’adesione dei singoli medici sarà su base volontaria. La Liguria sarò tra le prime regioni a far partire il sistema in via sperimentale.

«I tamponi eseguiti – ha detto ancora Toti – sono ormai in ottima percentuale sulla popolazione. Il tasso di crescita della pressione ospedaliera è sensibilmente inferiore al tasso di crescita di diffusione del virus, grazie alla migliore capacità diagnostica e alla rapidità dei trattamenti. A fronte di una crescita ormai piuttosto sensibile della circolazione del virus la pressione sugli ospedali resta tutto sommato al momento sostenibile e direi modesta».

«Il cluster spezzino è nettamente sceso, aumenta invece l’incidenza su tutto il territorio regionale, coerentemente a quanto si verifica in tutta Italia – ha detto il direttore della prevenzione di Alisa Filippo AnsaldiL’aumento della pressione sulle unità di terapia intensiva, così impressionante a marzo, oggi è controllato e non desta preoccupazione grazie all’attività di testing, di isolamento e di tracciamento. Andamento simile anche per i posti di media intensità, sebbene su numeri diversi. Entrambe le curve sono molto lontane dalla crescita esponenziale di marzo aprile. La curva in base all’andamento attuale è in aumento costante ma non in modo incontrollato».
«La crescita è lenta – ha confermato il direttore del dipartimento di rianimazione dell’ospedale San Martino Angelo Gratarolal’andamento fa ben sperare: la circolazione del virus sembra arrivare ai livelli di maggio ma l’impatto sugli ospedali è del tutto differente. Abbiamo 26 malati in terapia intensiva in tutta la regione: il numero non cresce in maniera critica, la saturazione dei posti è ben lontana».

«Le due novità di questa settimana, l’inizio dell’attività di test nel centro allestito alla Commenda e gli screening nelle scuole sono la dimostrazione di quanto la Liguria è all’avanguardia nelle azioni sul territorio – ha detto il direttore generale di Asl3 Luigi Carlo Bottarosolo a Roma, oltre che a Genova dove siamo partiti oggi dopo un’azione preparatoria impegnativa, è in corso lo screening nelle scuole. Al Deledda sono stati eseguiti 180 tamponi antigenici, solo un soggetto è risultato non negativo, ancora da confermare con il molecolare. Ottimo il riscontro con ragazzi, insegnanti e famiglie. La settimana prossima proseguiremo a questo ritmo ma con l’impiego di tre squadre».

«Siamo ormai alla quarta settimana dall’apertura delle scuole – ha detto il direttore generale dell’ospedale pediatrico Gaslini Paolo Petralia abbiamo iniziato il coordinamento della tracciatura dei sintomatici. I dati di questa settimana vedono una crescita sia del numero dei tamponi sia dei positivi: circa 1300 i tamponi molecolari al Gaslini. I positivi sono 52 questa settimana, anche questi in crescita. I ricoverati sono oggi 7, 4 bambini e 3 genitori. Con la prossima settimana potremo attivare i test antigenici rapidi anche al Gaslini: in caso di non negatività verrà fatto immediatamente il test molecolare di conferma. Abbiamo una rispondenza del test antigenico rapido con il tampone molecolare che si attesta intorno al 90%».

«I ricoveri sono più brevi – ha detto il direttore della clinica malattie infettive del San Martino Matteo Bassettil’età media è tra i 55 e i 57 anni, in definitiva non molto più bassa di quella di questa primavera, la mortalità è praticamente azzerata. Siamo più capaci di intercettare casi e usiamo meglio i farmaci che abbiamo a disposizione. La positività al tampone ha una durata più breve, fatto importante non solo per gestione clinica in ospedale ma anche per la gestione nel territorio dopo la dimissione. La prossima settimana iniziamo i trailer clinici su un nuovo antivirale, simile al remdesivir, solo sui pazienti ricoverati».