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Coronavirus: Abbo, Gibelli e Natta tra i firmatari dell’appello per il Mes

Rivolto da Matteo Ricci di Ali a governo e parlamento insieme ai sindaci di Milano Sala e di Bergamo Gori

Imperia. I nomi del presidente della Provincia e sindaco di Lucinasco Domenico Abbo e dei primi cittadini di Camporosso Davide Gibelli e di Cesio Fabio Natta, compaiono tra i firmatari dell’appello  lanciato dal sindaco di Pesaro e presidente di Ali,  la componente di sinistra dell’Anci, Matteo Ricci al Governo e al Parlamento affinché si applichi subito il Mes, il prestito europeo di 37 miliardi di euro a tasso zero per il potenziamento dei servizi sanitari nazionali.

La petizione è sottoscritta da 300 sindaci, tra i quali Giorgio Gori (Bergamo), Giuseppe Sala (Milano) Federico Pizzarotti  (Parma) Leoluca Orlando (Palermo) e Dario Nardella (Firenze).

«Ho convintamente firmato come i miei colleghi – spiega Natta–  perché rischiamo una crisi drammatica con la seconda ondata del virus. Non possiamo più aspettare».

«I sindaci conoscono i bisogni e le potenzialità dei territori e hanno misurato anche nell’emergenza-Covid l’importanza delle reti di servizi: ad esse, là dove si sono dimostrate forti ed efficaci, si deve in larga parte la capacità di contrasto che il paese ha offerto, il senso civico dimostrato. I cittadini sono attenti e preoccupati, tengono a che il sistema sanitario pubblico sia potenziato e qualificato, hanno bisogno di risposte rassicuranti per il futuro. Perciò dev’essere subito attivato il Mes, che riduce il costo del nostro debito e è un potente volano d’innovazione di un settore d’importanza primaria. L’impiego del Mes, regione per regione, secondo un coerente indirizzo nazionale, consentirà di alzare il livello della prevenzione e della risposta alle emergenze, ridurre i divari della capacità di copertura e di qualità delle prestazioni che oggi vedono penalizzato il Mezzogiorno e le persone più povere;, digitalizzare e rendere più efficiente il Servizio Sanitario Nazionale, avvicinare e velocizzare per i cittadini la potenzialità delle diagnosi e delle cure, fino ad utilizzare la medicina domiciliare,  potenziare la rete dei presidi sanitari e socio-sanitari territoriali, la medicina di base e affrontare i fattori ambientali che soprattutto nelle città condizionano gli indicatori di salute,  investire in modo mirato e selettivo sull’alta specializzazione, sulla ricerca, sulle tecnologie d’avanguardia, per la risposta alle patologie più impegnative. La spesa sanitaria è un investimento indispensabile per rendere la nostra economia più sostenibile, un moltiplicatore di crescita innovativa. La formazione del personale sanitario e l’assunzione di giovani e motivati medici, infermieri e tecnici, sono parte rilevante dello sforzo da fare per creare occupazione qualificata. I paesi che hanno reagito meglio al Coronavirus dal punto di vista sanitario sono anche quelli che se potranno investire subiranno meno gli effetti della crisi economica. I Comuni sono pronti a fare ciò che ad essi spetta per competenza. Con l’iniziativa delle loro associazioni, i Sindaci chiedono al Parlamento e al Governo d’essere coinvolti nel percorso che porti a prendere velocemente le decisioni necessarie», si legge nel testo dell’appello.