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Consumo di gas in ripresa, l’AD di Snam Marco Alverà: «Mercato idrogeno a un punto di svolta»

Lo sviluppo del settore del gas globale nel medio-lungo termine sarà trainato dal gas liquefatto (GNL), le cui importazioni nonostante un calo del 4,2% previsto nel 2020, dovrebbero tornare ai livelli pre-covid già a partire dal 2021

Le conseguenze della pandemia Covid-19 si sono andate a riflettere anche sui consumi energetici, tanto che per il 2020 si stima un calo dell’utilizzo di gas di circa il 4% a livello globale. Questa battuta d’arresto arriva dopo una crescita di oltre il 2% registrata nel 2019.

La situazione attuale parla, però, anche di una fase di ripartenza all’insegna della sostenibilità, grazie alla progressiva sostituzione delle fonti più inquinanti, come carbone e petrolio con il metano e in prospettiva con i gas verdi.

E’ quanto rileva il Global Gas Report 2020, uno studio pubblicato recentemente dalla International Gas Union, dalla società di ricerche BloombergNEF e da Snam. Il Report conferma il trend di sviluppo del settore in virtù della competitività di costo del gas naturale in regioni chiave quali l’Europa, il Nord America e l’Asia con riferimento sia alla generazione di elettricità, sia agli utilizzi industriali e nei trasporti.

Lo sviluppo del settore del gas globale nel medio-lungo termine sarà trainato dal gas liquefatto (GNL), le cui importazioni sono cresciute del 13% nel 2018 e che, nonostante un calo del 4,2% previsto nel 2020, dovrebbero tornare ai livelli pre-covid già a partire dal 2021.

Lo studio, inoltre, esamina gli scenari futuri, a cominciare dal potenziale dell’idrogeno per il raggiungimento degli obiettivi climatici: secondo le stime, grazie a questa fonte energetica pulita sarebbe possibile ridurre del 37% le emissioni di gas serra relative al settore energetico globale.

Per poter raggiungere questi obiettivi virtuosi sono necessari alcuni passi in avanti preliminari, come lo sviluppo di un mercato internazionale dell’idrogeno. Come dichiarato da Marco Alverà, AD di Snam, «il mercato dell’idrogeno è a un punto di svolta», ricordando che «l’obiettivo deve essere ridurre il costo dell’idrogeno verde entro i prossimi cinque anni così da renderlo competitivo con i combustibili fossili in molte applicazioni».

Per quanto riguarda le istituzioni, anche l’Unione Europea sembra voler spingere verso questa direzione che incoraggia l’utilizzo dell’idrogeno verde, per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica al 2050. Entro questa data, l’Ue stima che la quota ottimale di idrogeno nel mix energetico dovrebbe passare dall’attuale meno del 2% a circa il 13-14%.

L’Europa vuole, dunque, sfruttare la forza strategica di questo elemento e se alcuni paesi come la Germania stanno già creando strategie ad hoc, l’Italia ha tutti gli elementi (posizione geografica, tecnologie e assetto infrastrutturale) per ricoprire un ruolo di rilievo nella corsa all’idrogeno.