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Calcio e coronavirus, gli amatori e i dilettanti fermati si ribellano: «Garantire il regolare svolgimento dello sport»

Calcio Liguria del Centro Sportivo Educativo Nazionale è tra i promotori dell'iniziativa

Genova. Il popolo del calcio amatoriale e dilettantistico è in fermento. «Le parole del Premier Conte sono rimbombate nelle case degli italiani come un eco di morte per tutto il movimento sportivo italiano, ma questa volta il popolo degli sportivi non è rimasto ad ascoltare in silenzio le parole del Governo, attivando da subito una iniziativa di portata nazionale destinata a fare molto eco e rumore.

Un intera “flotta” di presidenti di associazioni e società sportive dilettantistiche proveniente da tutta Italia, organizzatori e gestori di impianti dell’intero Stivale, si è coalizzata costituendo un “movimento” capace di radunare, in poche ore, più di 3000 soggetti che adesso contestano con forza il decreto del Governo.

L’iniziativa è partita dalla Lombardia (attraverso la “Lega Nazionale Calcio Amatori”) e dalla Liguria (attraverso la Società “Calcio Liguria” del Centro Sportivo Educativo Nazionale ), ma ha immediatamente convolto tutte le regioni e provincie» – fa sapere Sandro Scarrone di Calcio Liguria del Centro Sportivo Educativo Nazionale.

«E’ nato così un vero e proprio coordinamento nazionale (pronto anche a costituirsi in Associazione) per far valere il diritto di chi opera nel settore attraverso azioni mirate e non con le chiacchere al “bar dello sport”. Le parole del Ministro Conte sono state ritenute superficiali nei confronti dell’intero settore sportivo, che oggi dal Governo viene definito “non essenziale”.

Gli esponenti del gruppo rappresentano migliaia di sportivi su tutto il territorio italiano e oggi non sono più disponibili a tollerare che le loro attività possano accontentarsi del “ristoro” promesso dal Premier. Consulenti, legali, commercialisti e professionisti del settore si sono messi immediatamente al lavoro raccogliendo consensi da tutta Italia e attivando una immediata petizione nazionale, contestando altresì la mancanza di dati scientifici che possano dimostrare inconfutabilmente la pericolosità e la letalità degli sport da contatto.

E’ la prima volta, nella storia del calcio dilettantistico e amatoriale del nostro Paese, che migliaia di realtà sportive dilettantistiche e milioni di appassionati fanno “squadra” per rivendicare il loro diritto al lavoro e allo sport.

Il calcio italiano si ribella, di fatto, alla decisione del Governo, in quanto ritenuta priva di riscontri scientifici e adottata con troppa leggerezza. La categoria degli sportivi pone l’attenzione sul rischio di collasso dell’intero settore, a cui non possono essere più sufficienti indecifrati e non quantificati “ristori”.

Lo sport non può essere ritenuto “non essenziale” perché le società e le aziende che operano in questo settore non sono più in grado di garantire gli stipendi ai lavoratori e a garantire il sostentamento delle rispettive famiglie.

Tutte le organizzazioni che operano sul territorio italiano intraprendono una imponente e incessante azione mediatica su tutto il territorio italiano rivolgendosi agli organi di stampa e facendosi carico di rappresentare una “flotta” di appassionati che è già sul piede di guerra.

Il “popolo” del calcio amatoriale e dilettantistico chiede una revisione immediata del Decreto, sin qui confuso e nebuloso, con chiarimenti specifici che possano garantire il regolare svolgimento dello sport a tutte le realtà dilettantistiche e amatoriali senza discriminazioni e senza confini territoriali.

Chi promuove lo sport nel nostro Paese, si precisa, intende rispettare i protocolli attivando tutti i dispositivi di sicurezza richiesti ma, al tempo stesso, chiede di poter garantire il diritto al lavoro a tutti i soggetti che operano professionalmente in tale ambito invitando il Governo ad esprimersi su come intende sopperire alla mancata erogazione degli stipendi ai lavoratori di questo settore» – dice il responsabile Liguria Sandro Scarrone (Calcio Liguria Centro Sportivo Educativo Nazionale).

Ecco la petizione nazionale: https://www.change.org/p/vincenzo-spadafora-siamo-falliti-urgente-risarcimento-danni-per-tutti-gli-sport-da-contatto?recruiter=1080349670&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition