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Ventimiglia, comitato genitori scuola via Roma: «Condizioni drammatiche» foto

Sessanta famiglie si rivolgono all'assessore Mabel Riolfo

Ventimiglia. I genitori dei bambini della scuola di via Roma scrivono una lettera aperta all’assessore ai Servizi scolastici Mabel Riolfo da parte del Comitato Spontaneo Genitori.

«Gentile assessore Mabel Riolfo, siamo un folto gruppo di 60 genitori (e le adesioni ancora continuano) che, attesa l’inerzia dei rappresentanti scolastici difronte all’oggettiva gravità delle condizioni in cui versa la scuola di Via Roma, hanno deciso di organizzarsi in un Comitato spontaneo perché certe cose non possono più essere taciute.

I nostri bambini e la scuola sono i beni più preziosi che abbiamo. A soli quattro giorni dalla riapertura, la scuola dell’Infanzia e la Primaria di Via Roma versano in condizioni drammatiche. L’improvvisazione in questo ambito è molto pericolosa. Lei in questi giorni ha scritto una lettera alle mamme per la questione asilo Aquilone, ora siamo noi genitori, madri e padri, ad utilizzare il medesimo strumento per esprimere forte sconcerto sulla condotta da Lei assunta nei nostri confronti in merito al posizionamento di tre tendostrutture per l’avvio dei servizi scolastici all’interno del cortile del centro Studi di Via Roma.

Questa la breve cronistoria fino ad oggi. In data 2 settembre 2020 alcune testate online lanciavano all’improvviso la notizia dell’arrivo di tre tendostrutture alla Scuola di Via Roma per consentire la ripresa dell’attività didattica. Da subito noi genitori ci siamo mostrati perplessi per il mancato reperimento di nuovi spazi nei piani superiori dell’edificio di Via Roma o tra altri immobili nella disponibilità del Comune e della Provincia, in ogni caso rilevando da subito numerose criticità legate alla sicurezza dei bambini nelle tendostrutture (ambiente in pvc insalubre, certificazioni impianti e materiali, collaudo statico della tendostruttura e certificato di regolare montaggio a firma di tecnici abilitati, tenuta in caso degli ormai abituali forti eventi atmosferici, assicurazione danni causati ai bambini ecc.). Soltanto a seguito della mobilitazione di noi genitori, Lei in data 4 settembre 2020 espletava il primo sopralluogo presso il plesso di Via Roma, dopodiché liquidava le nostre legittime preoccupazioni definendole “polemiche sterili”.

Ad oggi non è stata fornita alcuna documentazione attestante i prevalenti motivi che impedirebbero l’utilizzo delle aule ai piani superiori, per cui procederemo a presentare formale istanza di accesso agli atti, in cui si chiederà conto di questo nonché dello studio tecnico che avrebbe individuato come unica soluzione le tendostrutture oltre al successivo studio secondo cui la sicurezza dei bambini nelle classi all’interno del plesso ora sarebbe garantita grazie all’asporto degli arredi.

Seguivano comunque Sue rassicurazioni sul fatto che tutti i bambini sarebbero rimasti nelle loro classi, seppur senza arredi (SIC!) Veniva altresì individuata una seconda uscita a garanzia dello scaglionamento. In ultimo Lei rassicurava sul fatto che le tendostrutture non avrebbero avuto uso didattico, ma sarebbero state utilizzate per laboratori ed altre attività, solo in ausilio a quella didattica.

Malauguratamente, cara assessore Riolfo, a tutt’oggi 9 settembre 2020, nell’Albo Pretorio online del Comune di Ventimiglia (spazio dove Lei ben sa essere raccolti gli atti formali dell’Amministrazione che devono essere conoscibili a tutti), noi genitori continuiamo a leggere che in base alla determinazione n. 741 del 01.09.2020” , le tre tendostrutture da posizionare nel cortile adiacente alla Scuola Primaria e media di Via Roma verranno adibite ad uso didattico, per ospitare almeno tre classi ovvero circa 65 alunni. Non basta, è stata pubblicata sull’Albo pretorio una nuova determinazione, la n. 756 del 05.09.2020, che prevede la fornitura di ulteriore materiale elettrico presso la scuola di Via Roma in cui si ribadisce che le tendostrutture sono soluzioni che permettono di ospitare tre classi ovvero 65 alunni, da adibire ad uso didattico, di fatto sconfessando ciò che Lei va rassicurando. A chi dobbiamo credere caro Assessore?

Ad oggi la soluzione è che i bambini autistici verranno ammassati in un’unica auletta del tutto fuori norma; neppure lo svuotamento delle aule dai propri arredi garantirà il rispetto delle distanze per tutti i bambini; alcuni bambini saranno comunque costretti a migrare nel plesso di Via Veneto; i servizi igienici sono del tutto insufficienti ed inadeguati rispetto alla normativa anticontagio; l’entrata secondaria tanto promessa risulta ancora inaccessibile ed invasa da erbacce e immondizia; l’Infanzia non ha garantita neppure la refezione per mancanza di spazi; non è ancora presente un bidello o addetto alle pulizie e non si sa quando arriverà; le aule non sono state pulite ed i locali nel quale verrebbero custoditi gli arredi si presentano in condizioni igieniche pietose, con cacche di topo e rumenta di ogni sorta.

Denunciamo infine il gravissimo rischio all’incolumità dei nostri bambini causato dall’occupazione del cortile di Via Roma da parte di tendostrutture di m. 12×4, laddove il piano di evacuazione ed emergenza della Scuola in caso di incendio, crolli, pericolo bomba, sisma, fughe gas ecc. individua precisi spazi all’interno del citato cortile quali punti di raccolta per l’Infanzia, la Primaria finanche le Medie a garanzia della via di fuga di tutti gli alunni.

Se questa è la scuola riservata ai nostri bambini, noi genitori siamo i primi a vergognarci difronte a loro. Nulla resterà intentato e chiederemo conto di ogni determinazione nelle sedi opportune, incluso l’eventuale spreco di denaro pubblico. Rammarica il fatto che Lei, come mamma prim’ancora che Assessore alla Scuola, non abbia considerato alcunché» – scrivono i genitori.