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«Se Amaie fosse entrata in Rivieracqua si sarebbe evitato il tracollo», lettera-esposto di alcuni sindaci

Dito puntato contro la partecipata sanremese

Sanremo. Il mancato ingresso di Amaie in Rivieracqua nel 2017 avrebbe evitato al Consorzio dell’acqua pubblica tanti guai finanziari e la conseguente richiesta di concordato.

E’ quanto affermano alcuni sindaci tramite una lettera inviata alla Provincia, al commissario ad acta dell’Ato idrico Gaia Checcucci e a tutti i comuni soci di Rivieracqua.

I firmatari si riservano di procedere con formale diffida,  imputando al mancato ingresso della sanremese Amaie in Rivieracqua un danno erariale che, solo per i mancati adeguamenti della tariffa dell’acqua, supera i 3milioni di euro, per la precisione 3.464mila euro per gli anni che vanno dal 2016 al 2020.

«Una riflessione che deve essere fatta al fine sia di apporre ogni correttivo perché il processo possa concludersi in tempi rapidi nell’interesse di tutti i cittadini e sia di eventualmente, far emergere le responsabilità gestionali per l’attuale situazione di difficoltà in cui versa la la società Rivieracqua, di cui tutti noi siamo soci», scrivono i sindaci .

E non è tutto. «Poiché Amaie beneficia -prosegue la lettera – della possibilità di comprare energia elettrica nel mercato libero, mentre Rivieracqua a seguito del concordato è costretta ad acquistare energia elettrica dal mercato di salvaguardia, ciò comporta un aggravio di oneri perla società consortile, . Sino ad oggi se Amaie fosse entrata anche in Rivieracqua, quest’ultima avrebbe potuto acquistare energia elettrica con il contratto di Amaie Spa, attualizzando risparmio di 3 milioni di euro».

Conseguenze pesanti sul bilancio, sempre secondo gli autori dell’esposto ci sarebbero anche per quanto i costi dell’acquisto di acqua per il comprensorio dianese: «Ad oggi Rivieracqua acquista da Amat per tutto il comprensorio del Dianese, anziché acquistarla direttamente da Amaie a costi pari a quelli che Amat paga ad Amaie. Si passerebbe da un rapporto a (Amaie-Amat-Rivieracqua) a un rapporto a due tra società pubbliche (Amaie-Rivieracqua), con un risparmio di circa due milioni e 500mila euro all’anno. Deve essere anche tenuto conto che esiste una proposta di Acquedotto San Lazzaro che prevede la fornitura al Golfo dianese al presso di 0,41 euro al metro cubo. Se fosse stata accolta si sarebbe realizzato un risparmio di  circa un milione di euro all’anno». 

«Considerato il volano di cassa, strutture e sinergie in capo ad Amaie, se la partecipata sanremese fosse entrata nei termini decisi avrebbe con molta probabilità e vitato il concordato  che è costato circa 1milione solo per oneri di professionisti e consulenti», conclude il documento.