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Ritorno a scuola: agli alunni tamponi “drive-in” a Imperia, Sanremo e Ventimiglia

Riccardo Borea, direttore del dipartimento Materno Infantile Asl 1, spiega come riprendere l'attività scolastica in sicurezza e fornisce le prime indicazioni su come saranno gestiti i casi di covid-19

Imperia. Misurare la temperatura del bambino prima di andare a scuola, lavare e sostituire frequentemente indumenti e grembiuli e recarsi presso uno dei tre centri predisposti per la somministrazione di tamponi in modalità “drive in” in caso di sospetta contrazione del virus.

L’Azienda ligure sanitaria sta lavorando in concerto alla Società italiana di pediatria alla redazione delle indicazioni regionali per la gestione di casi di covid-19 negli istituti scolastici e nei servizi educativi dell’infanzia. Le linee guida saranno disponibili fra alcuni giorni e hanno recepito le raccomandazioni contenute nel rapporto pubblicato dal Ministero della Salute lo scorso 21 agosto.

Con la necessità di riprendere le attività scolastiche, in una prospettiva di possibile circolazione del coronavirus in autunno, si è dimostrato necessario sviluppare una strategia comune di risposta a eventuali casi sospetti per affrontare la riapertura delle scuole e degli asili con la massima sicurezza. Alle azioni da intraprendere contenute nel documento, si affiancano le raccomandazioni e i consigli del pediatra, primo interlocutore di fronte a casi di alunni con sintomi compatibili al SARS-CoV 2, sia nelle istituzioni scolastiche che a casa.

«La cosa più importante che i genitori devono fare prima di mandare i figli a scuola – dice il pediatra Riccardo Borea, direttore del dipartimento Materno Infantile dell’Asl 1 e presidente della Società italiana di pediatria Liguria – è accertarsi che stiano bene, che non abbiano febbre, tosse o altra sintomatologia influenzale che possa far pensare a un caso di covid-19. I genitori devono essere sicuri che quando il bambino esce di casa per andare a scuola sia in uno stato di benessere. Se il bambino è roseo, gioca tranquillamente, non ha tosse o mal di testa, non è necessario controllare la temperatura ogni giorno. È invece fondamentale farlo se la mamma nutre dei dubbi e qualora il termometro dovesse superare la soglia di 37,5° C, è prudente evitare di portare il bambino in classe e occorrerà contattare il pediatra che sottoporrà il bambino e la famiglia a un triage telefonico».

«L’orientamento che seguirà la nostra azienda sanitaria le cui indicazioni sono in via di definizione – sottolinea il dottor Borea –, prevede che il pediatra non visiti direttamente il paziente ma decida in base all’anamnesi svolta per telefono e alla storia clinica del bambino, che già conosce, come comportarsi. Sospettando un caso di covid-19, inviterà i genitori a condurre il bambino presso uno dei centri territoriali appositamente allestiti dall’Asl per effettuare il tampone naso-faringeo. L’esito dovrà essere comunicato non oltre le 24 ore, dopodiché si valuterà per l’isolamento domiciliare o il ricovero ospedaliero». Anche la scuola sarà allertata e i compagni di classe saranno sottoposti a un regime di quarantena per 14 giorni. I centri dell’Azienda sanitaria locale che si occuperanno di eseguire il test diagnostico saranno predisposti a Ventimiglia, Sanremo e Imperia. Il tampone verrà eseguito in modalità drive-through, cioè mentre si è seduti in macchina e senza scendere da essa. Le strutture saranno adibite per somministrare almeno 60 tamponi al giorno ciascuna.

«Oltre che assicurarsi dello stato di salute del figlio – prosegue il pediatra –, non ci sono altre raccomandazioni particolari per i genitori. Valgono le regole di igiene e comportamento che abbiamo imparato a conoscere durante il lockdown». Quindi, invitare i bambini a lavarsi frequentemente le mani, tossire e starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito, tenere la distanza minima di almeno 1 metro e indossare correttamente la mascherina, soprattutto quando si prende lo Scuolabus o durante la ricreazione. Insieme alla merenda, poi, da quest’anno i genitori dovranno ricordarsi di mettere in una tasca della cartella anche del gel disinfettate. «Lavare spesso, se non quotidianamente, il grembiule e gli indumenti indossati – dice il presidente di Sip Liguria – non è una raccomandazione forte ma uno scrupolo in più considerato che il covid-19 può restare per alcune ore sugli abiti».

Tra le altre raccomandazioni, c’è quella di vaccinare i bambini dai 6 mesi ai 6 anni contro la gastroenterite e l’influenza i cui sintomi sono simili a quelli del virus. «In Liguria la campagna vaccinale partirà il 5 ottobre. Sottoporsi al vaccino è molto consigliato in quanto i soggetti in età pediatrica sono più esposti a episodi febbrili e infezioni di vario genere e vaccinarsi significa semplificare la diagnosi e la gestioni dei casi sospetti oltreché esercitare una minore pressione sulle strutture ospedaliere e sui medici di base».

«Al di là di questi ammonimenti – prosegue il direttore del dipartimento Materno Infantile dell’Asl 1 – non ci sono altre cose particolari. È giusto che i bambini tornino a scuola. A loro fa bene socializzare e devono vivere l’esperienza formativa nell’ambiente scolastico. Tutti però devono impegnarsi per evitare la comparsa del virus che in uno spazio chiuso e affollato come quello scolastico può diffondersi rapidamente». Tutti dunque devono seguire le regole, bambini compresi anche se, fin dall’inizio della pandemia, i dati hanno rivelato una aggressività minore da parte del virus nei confronti di chi ha meno di dieci anni. «Stando agli ultimi dati disponibili e aggiornati al 14 agosto 2020 – spiega Riccardo Borea –, in Italia tra i pazienti affetti da covid-19 meno di 2 sono bambini. Di questi, l’1% ha una età tra 0-9 anni e il 2% tra 10-19 anni. I sintomi più comuni sono tosse, febbre, vomito e diarrea. Nella totalità della popolazione italiana affetta dal virus, la realtà pediatrica ricopre una fetta marginale. È comunque ancora da chiarire la loro contagiosità, se sono meno contagiosi rispetto agli adulti oppure no. I pareri non sono del tutto univoci ma considerando la letteratura scientifica ad oggi nota, sembrerebbe lo siano meno».