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Restyling lungomare a Bordighera, la posizione dell’architetto Verrando

«Non è mai stato presentato come un progetto urbanistico completo. Si trattava di una proposta creativa preliminare basata principalmente dalla naturale conoscenza del luogo»

Bordighera. L’architetto Marco Verrando desidera chiarire la propria posizione in merito alle dichiarazioni rese in conferenza stampa dal sindaco di Bordighera, Vittorio Ingenito, in data 10.09.2020 sul restyling del lungomare Argentina.

«Contrariamente alla descrizione resa dal sindaco l’elaborato sottoposto alla Giunta Comunale in data 31.01.2020 (presenti Sindaco, Vicesindaco, Assessore al Turismo, Assessore ai Lavori Pubblici, assessore al commercio e presente il consigliere Claudio Gavioli) non è mai stato presentato come un progetto urbanistico completo.

Si tratta infatti, come peraltro la documentazione fornita ben evidenzia, di una proposta creativa preliminare basata principalmente dalla naturale conoscenza del luogo, senza quindi indicazioni specifiche che avrebbero eventualmente fatto parte di una successiva fase di approfondimento.

Corrisponde a verità che siano emerse alcune criticità, in particolare per la conformazione della scalinata a mare e per la posizione della pista ciclabile, ma il Sindaco dimentica di riferire che queste sono state analizzate e condivise in un clima di assoluto apprezzamento dell’idea creativa, con l’intenzione di farle oggetto di revisione tanto che allo studio è stata fatta esplicita richiesta di iniziare a farne una macroanalisi preliminare e sommaria di costo».

L’architetto non ha mai proposto di lavorare gratuitamente per il Comune di Bordighera, bensì si è offerto, durante la discussione:
• «di cedere dietro compenso la sola idea creativa all’ufficio tecnico comunale perché fosse sviluppata internamente mantenendo la sola direzione artistica ( e a questo fanno riferimento le dichiarazioni sui social)
di collaborare con eventuali professionisti locali incaricati dal comune a condizioni da definirsi in base all’impegno.
di partecipare ad una eventuale gara qualora fosse stata indetta.

La riunione si è conclusa cordialmente con la promessa di tenersi vicendevolmente al corrente. Non corrisponde inoltre al vero che non ci sia stata la volontà di partecipare al bando al fine, come insinuato, di farsi successivamente pubblicità a carico dell’immagine della città di Bordighera».

Diversi scambi di messaggi tra l’arch. Verrando e il Consigliere Gavioli, documentati, di cui l’ultimo i data 03.03.2020, testimoniano invece come l’architetto interpellasse ripetutamente il consigliere «per avere novità sull’eventuale pubblicazione del Bando tenendolo al corrente del fatto che, come indicato in riunione, lo studio stesse comunque procedendo ad una macroanalisi del costo. Ci si chiede come mai la Giunta abbia incoraggiato, chiedendo di approfondire i costi, la prosecuzione di una procedura che la Giunta stessa ritiene evidentemente così tanto fuori dagli schemi. Risulta evidentemente chiaro che nessuna norma in vigore obbligasse il Sindaco o l’Amministrazione a dare notizia della gara, (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 03.02.2020 ma indetta dalla Centrale Unica di Committenza già il 29.01.2020).

Altrettanto chiaro è il fatto che l’architetto non abbia mai chiesto trattamenti preferenziali o fuori dalle vigenti norme di legge, né abbia mai preteso un rimborso per il lavoro comunque svolto. Va inoltre precisato che non c’è stata da parte sua alcuna sleale concorrenza, posto che la proposta di idea creativa è intervenuta spontaneamente, per spirito di affetto verso la città, prima che fosse indetta qualunque gara pubblica. Certamente però, sia umanamente che eticamente è dispiaciuto un simile comportamento, soprattutto data la successione temporale degli eventi e stante la reazione apparentemente positiva ricevuta in riunione oltre che la disponibilità stessa della Giunta a prendere in considerazione la proposta».

L’architetto Verrando inoltre desidera personalmente esprimere il proprio dispiacere per le «incomprensioni che sono state frutto di una delusione umana ancor prima che professionale, in un momento storico che ha messo a dura prova tutte le relazioni umane e la fiducia nel prossimo. Le dichiarazioni apparse sui social e sulla stampa locale non volevano essere lesive verso l’Amministrazione comunale, i suoi uffici e i colleghi Architetti, verso i quali nutre la massima stima professionale».

Nell’auspicio che possano ritenersi superate le reciproche incomprensioni e di aver contribuito a far chiarezza sul proprio operato ribadisce «di avere sempre agito in buona fede e nel rispetto delle regole, animato dal solo desiderio di rendere tangibile con il proprio lavoro l’affetto» che lega l’arch. Verrando alla sua città d’origine.