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Ponente Forever, giovedì l’interrogatorio di garanzia per otto indagati fotogallery

Sono tutti reclusi nelle carceri di Sanremo e Imperia

Imperia. Compariranno davanti al gip del tribunale di Imperia Massimiliano Botti in videoconferenza domani, giovedì 17 settembre, alle 10, otto indagati nell’indagine Ponente Forever: la maxi operazione contro la ‘ndrangheta nella Riviera dei Fiori che si è conclusa all’alba di martedì scorso, con l’arresto di 13 in provincia di Imperia e 33 in Costa Azzurra da parte dei carabinieri del R.o.s. e del comando provinciale di Imperia, che hanno lavorato insieme ai colleghi della Gendarmerie Nationale di Marsiglia e Parigi.

L’udienza di interrogatorio è stata fissata per Jacopo Vargiu (25 anni), Walter Gambeggi (32 anni), Mirko Lo Iacono (33 anni), Luca Colombi (43 anni), Simone Calvini (46 anni), Axel Carbone (24 anni), Raffaele Vitale (50 anni) e Samuel Scurti (34 anni). Gli otto indagati, che si trovano attualmente reclusi nelle carceri di Sanremo e Imperia, sono accusati di traffico e detenzione illecita di stupefacenti.

Più grave la posizione di Carmelo Sgrò, 38enne calabrese della piana di Palmi ma da anni residente a Sanremo, che già si trova in carcere da qualche mese a seguito di un arresto a Imperia per spaccio di droga. E’ proprio Sgrò, legato anche da vincoli di parentela alla cosca Gallico a ricoprire il ruolo apicale all’interno dell’organizzazione criminale smantellata dai carabinieri del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma (ROS). Stando a quanto ricostruito da 18 mesi di indagini, il 38enne sarebbe un vero e proprio “broker” in grado di recuperare grandi quantitativi di droga che poi, distribuiti agli altri arrestati, servivano per rifornire i pusher dell’Imperiese e non solo. A lui gli inquirenti contestano il 416 bis (associazione di tipo mafioso) per aver favorito la latitanza di Filippo Morgante, 50 anni, esponente di spicco della cosca Gallico tanto da far parte del ‘braccio armato’, a fuggire a una condanna a 18 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, minaccia, detenzione di armi clandestine e associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Gli arrestati sono difesi dagli avvocati Marco Bosio, Alessandro Mager, Bruno Di Giovanni e Mario Ventimiglia.