Quantcast

Non solo fiori, le eccellenze di Sanremo alla conquista del mercato cinese «Numericamente altissimo»

C'è anche la nautica, l'enogastronomia, il turismo, lo shopping ed altro, sempre ad alto livello

Più informazioni su

Sanremo. «E’ numericamente altissimo». Non ha dubbi (se mai ce ne fossero stati) Barbara Amerio, presidente provinciale di Confindustria, quando parla del mercato cinese.

Mai come oggi importante, in terra matuziana, dopo l‘accordo siglato tra Palazzo Bellevue e la contea di Chongming di Shanghai, destinato a promuovere la cooperazione e comunicazione in diversi settori quali economia, commercio, scienza, tecnologia, cultura e floricoltura.

Riguardo quest’ultimo, lì è già stato raggiunto un primo traguardo importante: il Comune parteciperà alla decima edizione del “China Flower Expo”, il più grande e influente evento cinese dedicato ai fiori, previsto nei dintorni di Shanghai dal 21 maggio al 2 luglio 2021. Si tratta di una fiera dai numeri realmente “cinesi”, impensabili ed impossibili da raggiungere in ambito nazionale (se non europeo), figuriamoci a livello locale. Si parla di 3 milioni di visitatori l’anno, distribuiti nell’arco di poco più di un mese, su di un’area espositiva di 10 chilometri quadrati, come due Ospedaletti fatte di stand e padiglioni.

Paragoni geografici e imprese logistiche a parte, non è comunque solo la florovivaistica ad interessare Sanremo nei rapporti con il gigante asiatico. «La nostra azienda è stata in Cina dove un cliente ha acquistato un’imbarcazione» ,spiega ancora la Amerio, imprenditrice dei cantieri sanremesi Amer, specializzati in yacht di lusso all’avanguardia tecnologica, vincitori di premi e venduti in tutto il mondo. Ed ora anche in Cina.

L’INTERVISTA A BARBARA AMERIO

Nella Repubblica Popolare, che al netto della sua essenza comunista di ispirazione maoista rappresenta comunque la nazione più popolosa del mondo, oramai sembrerebbe chiaro da tempo che “i ricchi” non manchino. Anzi, su di  1,3 miliardi di individui, si parla di centinaia di milioni di paperoni con con gli occhi a mandorla. Tutti potenziali clienti di un’offerta matuziana, unica, multi-prodotto e di lusso.

Non solo fiori e nautica dunque, ma anche enogastronomia, turismo, shopping ed altro, sempre ad alto livello. Per tacer del casinò. Si perché, e loro non ne fanno mistero, i cinesi (soprattutto quelli danarosi) con il demone del gioco ci vanno a pranzo e cena, scommettendo quotidianamente somme da capogiro su qualsiasi cosa. Figuriamoci alla roulette, tanto che non sarebbe da illusi pensare che basterebbero pochi clienti “giusti da Pechino”, per riassestare i tormentati bilanci della Casa da Gioco municipale, alle prese con crisi economiche, pandemiche, la concorrenza dell’online e dei videopoker.

Gli stessi clienti “giusti” che poi, usciti dal Casinò, potrebbero tranquillamente riversare un po’ dei loro “spiccioli” in qualche boutique del centro, ristorante, albergo o outlet di lusso che sia. L’importante, anche dimenticando nella lista qualche attività da “rinforzare”, è che tutte puntino sulla qualità che giustifichi il prezzo “importante”. Sennò, probabilmente, per spendere poco per un prodotto scadente, in cinesi andrebbero da un’altra parte.

Più informazioni su