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«Nessun turismo senza l’acqua», alberghi del Golfo Dianese spengono le insegne per protesta

«L'acquedotto Roya sta creando problematiche immense con ripercussioni economiche e di immagine non indifferenti», dichiara il presidente di Federalberghi Imperia Pilati

Imperia. La lettera aperta di Americo Pilati, presidente di Federalberghi Imperia, Associazione alberghi, ospitalità e turismo, a tutti i Sindaci e agli assessori regionali della provincia di Imperia:

«Da 15 anni l’acquedotto Roya, soprattutto la tratta Imperia/Golfo Dianese, sta creando a noi albergatori, ma non solo, problematiche immense con ripercussioni economiche e di immagine non indifferenti. Il colpo di grazia finale lo abbiamo ricevuto pochi giorni fa.

Da questo momento, facendo appello a tutte le amministrazioni interessate, ricordiamo che non si può pensare di fare nessun tipo di turismo senza un bene primario come l’acqua.

Noi albergatori del Golfo Dianese e naturalmente di tutta la provincia gridiamo con tutta forza il nostro disappunto con la speranza che il nostro grido verrà raccolto e per la prossima stagione l’acquedotto da Imperia al Golfo Dianese sia operativo ed adeguato alla richiesta delle presenze turistiche, dell’aumento del lavoro dei pubblici esercizi e negozi e delle esigenze dei residenti.

Contemporaneamente a questa richiesta chiediamo che si pongano le basi per rifare tutta la tratta da Ventimiglia ad Imperia. In segno di protesta, a testimonianza della nostra indignazione, spegneremo le insegne delle nostre strutture sabato 19 settembre dalle 21 alle 21,15».