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Nell’aula magna dell’università di Imperia si è aperto il processo ai “furbetti del cartellino” foto

Sedici gli imputati alla sbarra

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Imperia. Si è aperto stamani il processo per truffa ai danni dello Stato, falso e violazione della Legge Brunetta sul pubblico impiego, ai cosiddetti “furbetti del cartellino” del comune di Sanremo, accusati dell’infedele timbratura del cartellino e di essersi assentati senza giustificazione durante l’orario di lavoro.
Il giudice monocratico del tribunale di Imperia Francesca Minieri ha rinviato l’udienza al prossimo 15 ottobre per due difetti di notifica rigurdanti altrettanti imputati: l’architetto Alessandra Seggi e il marito Giuliano Servetti, addetto al videoterminale, che hanno ricevuto l’atto di comparizione solo il 4 settembre scorso, senza dunque che venissero rispettati i venti giorni di preavviso.

A scegliere il rito ordinario sono in totale sedici imputati: l’ex dirigente Giuseppe Terracciano, una sua collaboratrice, Antonella Rossi, gli impiegati Miriam Marangoni, Mimo Franza, Mirco Norberti, Fiorella Cavalca, Rita Torre, Tatiana Garibbo, Francesco Astolfi e Agatino Longhitano, il terminalista Antonio Rao, gli operai Mario Adami, Marco Checchi e il geometra Roberto Pangallo.

Il processo si svolge per motivi di distanziamento sociale, nell’auditorium dell’Università di Imperia, aperto a non più di quaranta persone.

A margine della stessa inchiesta, il 20 febbraio scorso, vennero assolti tutti i dieci imputati che avevano scelto il rito abbreviato, mentre altri sedici hanno patteggiato.

 

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