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Il “derby” di Imperia va Marco Scajola: Sappa non porta la sua competenza in consiglio regionale

Per l'ex sindaco del capoluogo fuori dai giochi da 5 anni e una campagna elettorale partita in ritardo 1411 preferenze

Imperia. E’ finita a 2755 voti per Marco Scajola e 1411 per Luigi Sappa il “derby” cittadino tra il candidato di Cambiamo e quello di Forza Italia –  Polis, sponsorizzato dal sindaco Claudio Scajola.

Il nipote Marco, assessore regionale all’Urbanistica uscente ha, dunque, nel capoluogo, quasi doppiato il candidato dello zio, prendendosi la rivincita di due anni fa quando Claudio Scajola diventò sindaco battendo il candidato del centrodestra Luca Lanteri.

A distanza di 48 mesi zio Claudio e il nipote Marco si sono trovati dalla stessa parte della barricata, quella del presidente uscente e rieletto Giovanni Toti ma solo “teoricamente”. In città si avvertiva aria di “derby” è così è stato durante tutta la campagna elettorale.

Luigi Sappa, ex sindaco del capoluogo per 10 anni ed ex presidente della Provincia, comunque il secondo nome più votato, gli altri seguono a distanza abissale,  non porterà la sua “competenza in  Regione” (o meglio in consiglio regionale) come recitava il suo slogan elettorale, ma Claudio Scajola si siederà, comunque, al tavolo dei vincitori reclamando sicuramente posti al sole per i moderati, avendo, e questo bisogna riconoscerlo,  mantenuto in vita il polo centrista e questo grazie anche alla discesa in campo di Luigi Sappa che a Ponente ha avuto il merito di tenere alta la bandiera.

In quanto alla sconfitta nel “derby”, il primo cittadino, nel chiuso del suo ufficio, non mancherà di fare una profonda analisi per capire se qualcosa non ha funzionato nella sua poderosa macchina elettorale. E’ vero che Sappa era fuori dai giochi da almeno un lustro, che la sua candidatura è stata ufficializzata in ritardo e che la sua rincorsa, partendo dalle retrovie, forse, non poteva portare a un risultato diverso.

Gli endorsement a pioggia da parte dei consiglieri della sua maggioranza non sono bastati a cambiare il verso della tornata elettorale. Qualcuno nella vasta coalizione già (rumoreggiava) e rumoreggia: verticismo e mancanza di collegialità sono gli spifferi che (in silenzio, per carità) si sentono alzarsi da alcuni banchi dei gruppi consiliari che da due anni appoggiano, con spirito di corpo non si sa quanto ben digerito proprio  da tutti, Claudio Scajola.

Una considerazione la merita anche la sfida tra grandi elettori dei due candidati. Marco Scajola ha goduto dell’appoggio dei “portorini”, note macchina da voti che stavolta non si sono inceppate, mentre il nuovo “cerchio magico” che da due anni contorna l’ex ministro, a parte l’entroterra, dove alcuni imprenditori legati a Claudio Scajola hanno il loro peso specifico, è rimasto, evidentemente, arretrato.