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Dal prefetto Intini il richiamo ai sindaci. Il salvataggio di Rivieracqua deve andare avanti foto

Questa mattina l'incontro in Prefettura. Da Sanremo l'assessore Rossano: «Impegnati per tutelare le aziende che ci hanno dato fiducia»

Imperia. Riunione in Prefettura tra i sindaci della provincia di Imperia per parlare di Rivieracqua. L’incontro è stato voluto direttamente dal prefetto Alberto Intini per fare il punto sul salvataggio della società pubblica consortile, partendo dalla situazione di crisi idrica che stanno vivendo, in particolare, l’imperiese e il Golfo Dianese.

Oggetto della discussione è stato anche il processo di integrazione che dovrebbe portare Rivieacqua a diventare l’unico gestore provinciale del servizio idrico integrato. Un percorso che ha tra i suoi perni l’integrazione delle gestioni di Amat e Aiga, come quelle di Amaie e Secom, oltre alla trasformazione del modello in house in Spa.

Quello di stamattina è stato un incontro positivo e proficuo in cui, nella sostanza, è arrivato l’impegno forte da parte del prefetto Intini per trovare una soluzione in tempi rapidi e certi. Soluzione che se finora non si è ancora delineata, principalmente a causa delle azioni legali intraprese da Amat e Aiga, volte a bloccare la procedura di trasformazione di RA in Spa con annessa approvazione del piano concordatario. Ricorsi su ricorsi che al momento sono stati tutti rigettati.

«Come assessore alle Partecipate del Comune di Sanremo – spiega Massimo Rossano -, ho confermato, a nome dell’Amministrazione, la nostra volontà di andare avanti nella direzione data dalla conferenza dei sindaci, ribadendo che siamo pronti a procedere prima con l’affitto del ramo d’azienda di Amaie e poi con il conferimento definitivo, chiaramente una volta approvato il piano concordatario di Rivìeracqua.

Massimo Rossano

Per Sanremo, al contrario di quanto dichiarato da altri esponenti, Rivieacqua deve rimanere in piedi e non può essere messa da parte. Ci sono fornitori che ci hanno dato fiducia e che non devono essere ignorati. Per noi non se ne parla di farla fallire e non ci stiamo neanche alle accuse che ci sono state rivolte di non aver fatto tutto quello che si doveva fare. Anzi, è stato proprio il contrario, sia da parte del Comune che della nostra partecipata Amaie».