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Cassa integrazione Covid-19 in Liguria, Cgil: «Imperia è la provincia che ha utilizzato di più ammortizzatori sociali»

Nei primi 8 mesi dell'anno oltre 56 milioni di ore autorizzate in Liguria

Genova. Tra aprile e agosto di quest’anno in Liguria le ore autorizzate per cassa integrazione con motivazione “Covid-19” sono state 56.541.656. I mesi di maggiore utilizzo sono stati quelli di aprile e maggio. Il dato emerge dalle elaborazioni dell’Ufficio Economico Cgil su dati Istat che insieme alla cassa Covid analizza le forme tradizionali di ammortizzatore sociale.

La fotografia dei primi 8 mesi dell’anno mette in luce come, complessivamente, le integrazioni salariali in Liguria siano state 61.709.419 di ore autorizzate dall’Inps e dai vari Fondi, con un incremento percentuale sullo stesso periodo dell’anno precedente del 999% (erano 5.616.292 tra gennaio ed agosto 2019).

Nel dettaglio: per la cassa integrazione ordinaria sono state autorizzate 24.233.387 ore, per quella straordinaria 4.260.694 ore e per la deroga 10.866.042; le ore autorizzate dai Fondi sono state 22.349.296. Marco De Silva responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Liguria che ha elaborato i dati sottolinea «oltre 61 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate in otto mesi dovrebbero far tornare tutti alla fragilissima realtà economica e produttiva della Liguria; non abbiamo i dati sull’effettivo utilizzo delle integrazioni salariali (a livello nazionale intorno al 42%), ma il tunnel è ancora lungo e le oltre 8 milioni di ore autorizzate nel solo mese di agosto lo confermano».

Tra le province che percentualmente hanno utilizzato maggiormente gli ammortizzatori sociali troviamo Imperia con un incremento percentuale del 5.863%; seguono La Spezia con + 5.858, Genova con + 566% e Savona con + 288%.

«Il quadro è piuttosto preoccupante – commenta il segretario generale Cgil Liguria Federico Vesigna il Decreto Agosto e il blocco dei licenziamenti hanno evitato il peggio. E’ evidente però che al di là del lockdown il virus sta continuando a produrre effetti su lavoro e economia. Per provare ad uscire da questa situazione è indispensabile investire in politiche di sviluppo che in questo momento non possono che arrivare prevalentemente dal recovery fund o comunque da risorse europee».