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Bordighera, a Villa Mariani il patto tra intellettuali per ricomprare i tesori del Ponente acquistati dai privati

Ieri l'incontro tra i soci fondatori

Bordighera. L’obiettivo più importante è quello di ricomprare i gioielli architettonici del Ponente passati nelle mani dei privati, riportandoli in dote alla comunità grazie alle risorse che a questo scopo mette a disposizione l’Unione Europea. Valorizzare quelli già dello Stato per arrivare a proporli come siti Unesco, patrimonio dell’umanità. A porselo sono un gruppo di intellettuali di Ponente che ieri si sono riuniti a Villa Pompeo Mariani per mettere nero su bianco queste ambiziose intenzioni.

I protagonisti della nuova avventura associativa sono Carlo Bagnasco, presidente della Fondazione Mariani ed esperto d’arte,  Enzo Barnaba noto scrittore, professore, animatore di molte battaglie civiche come quella per l abbattimento del muro sulla spiaggia di Latte, Elga Bianchi Cova, funzionario pubblico, portavoce del comitato che a lungo ha combattuto contro la speculazione edilizia che sarebbe dovuta seguire alla realizzazione del porto di Ospedaletti, Roberto Amoretti, architetto (già presidente dell’ordine provinciale di Imperia) e funzionario pubblico, Rudy Valfiorito, guida ambientale escursionistica, attivista Lipu, agricoltore e Gianni Valenzano, agronomo, professore di Agraria all’Aicardi di Sanremo, in passato presidente del collegio provinciale Agrotecnici ed ex vice-sindaco del Comune di Ceriana.

«Le finalità di questa nuova associazione – spiegano i fondatori – è la valorizzazione de patrimonio artistico, architettonico e culturale. Tra Ventimiglia, Bordighera, Ospedaletti e Sanremo, in particolare, ci sono molti beni storici che sono finiti nelle mani dei privati, alcuni dei quali abbandonati come Villa Sultana a Ospedaletti e Villa Etelinda a Bordighera. Uno spreco e un’ingiustizia a cui vogliamo porre rimedio, grazie a progetti europei che permettono ad associazioni come la nostra di attingere a fondi importanti destinati non solo per riacquistare e quindi restituire ai cittadini un patrimonio altrimenti in declino, ma che possono contribuire in maniera fattiva alla realizzazione di una struttura permanente capace di assumersi il compito di valorizzare questi “gioielli” per riaprirli al pubblico e al turismo internazionale».

Quella di ieri pomeriggio, aggiungono sempre da Villa Mariani, è solo il primo tassello di una proposta che i promotori contano di allargare a un più vasto consesso la prossima primavera con l’organizzazione di un congresso dal quale emergano altre idee e proposte costruttive. La prossima riunione, durante la quale si formalizzerà la costituzione dell’associazione culturale, è prevista per venerdì nove ottobre a Ospedaletti.