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Sviluppo economico: 7,2 milioni a fondo perduto per la digitalizzazione e la sanificazione delle imprese

Assessore Benveduti: «Ulteriore risposta concreta alle attività abbandonate dal governo»

Genova. «Ulteriori 7,2 milioni per aiutare le imprese nell’emergenza Covid». A dirlo è l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti, al termine della giunta regionale che ha visto l’approvazione di nuovi bandi sul tema della digitalizzazione e della sanificazione delle attività economiche.

«Visti i successi della prima edizione di questi bandi regionali, che hanno riscontrato l’interesse di oltre 5.500 imprese, abbiamo stanziato parte della riprogrammazione dei fondi Fesr per riproporre queste opportunità a fondo perduto, e non a prestito come ci ha tristemente abituato l’esecutivo, anche alle categorie professionali che, per regole europee precedenti all’emergenza Covid, non avevano potuto partecipare (commercio all’ingrosso, tour operator, agenzie di viaggio, tassisti, etc.) e che sono state di fatto abbandonate dal governo», sottolinea Benveduti.

Con l’integrazione odierna, le risorse già destinati a tali misure, rientranti nell’azione 3.1.1 del Por Fesr Liguria 2014-2020, eccedono i 34 milioni e consentono l’ottenimento di contributi a fondo perduto dell’investimento per interventi utili al miglioramento della digitalizzazione dell’attività o all’adeguamento del processo produttivo nell’ambito delle misure di sicurezza anti-Covid. Le domande di ammissione ad agevolazione devono essere redatte esclusivamente online al sistema “Bandi on line” dal sito internet Filse, dal 22 al 25 settembre 2020. La procedura sarà disponibile in modalità off-line a partire dal 10 settembre 2020.

«Un eccellente risultato, figlio dell’ottimo lavoro di squadra assunto dalla struttura regionale con associazioni e sindacati. Il nostro impegno, di fronte all’evidente desiderio delle piccole impese, è di continuare a fare del nostro meglio per reperire ulteriori risorse al fine di soddisfare tutte le domande con esito positivo e, perché no, riaprire l’opportunità anche a chi non è riuscito a fare domanda per tempo».