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Omicidio ex orefice sanremese, esce dal carcere uno dei due fermati

Disposti gli arresti domiciliari per Giuseppe Diotti

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Alessandria. Sono stati disposti, dopo l’interrogatorio di garanzia in carcere, gli arresti domiciliari per Giuseppe Diotti. E’ il 50enne di Nizza Monferrato, uno dei due fermati per l’omicidio dell’ex orefice Luciano Amoretti.

Quest’ultmo era stato massacrato a martellate nei pressi della sua abitazione sanremese di corso Garibaldi, sabato scorso verso le 21. Il responsabile della sua morte,che in un primo momento avrebbe anche confessato, secondo gli inquirenti sarebbe un altro orefice: Mario Bonturi, un 63enne concittadino di Diotti.

Diotti che oggi, di fronte al Gip, ha sostenuto di essere sostanzialmente estraneo ai fatti. Di aver dato un passaggio al suo amico e di aver fatto essenzialmente da tassista. Una volta a Sanremo, ha dichiarato di aver portato in macchina Bonturi ed Amoretti a casa del la vittima, per poi andarsene e ritornare a prendere il piemontese. Avrebbe appreso del delitto dai giornali. L’uomo è difeso dall’avvocato Aldo Mirante del Foro di Asti.

A differenza di Diotti, il presunto killer, oggi nel penitenziario di Asti dove è rinchiuso, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dietro al delitto ci sarebbe una trattativa economica finita male. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, quella sera del primo d’agosto, la vittima avrebbe incontrato i due nei pressi della vecchia stazione ferroviaria matuziana poi, sulla loro auto si sarebbero recati tutti a casa di Amoretti. Dopo la sua morte, la coppia ha fatto ritorno a casa e si è disfatta dei cellulari rubati al morto e dell’arma del delitto: una mazzetta da muratore.

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