Lettera aperta

Migranti a Ventimiglia, l’ex sindaco Berlengiero: «Le scelte fatte calpestano il rispetto della dignità umana»

«Abbandonare a loro stessi i migranti senza un minimo di assistenza e di controllo sanitario significa mettere a repentaglio la salute di tutti»

claudio berlengiero

Ventimiglia. L’ex sindaco Claudio Berlengiero ha scritto una lettera aperta agli amministratori, al sindaco di Ventimiglia, al volontariato, ai giovani e alle “persone di buona volontà” della città.

«Scrivo perché inorridito, per le mie esperienze di volontariato, di ex sindaco, medico, soprattutto come essere appartenente alla razza umana, per le scelte fatte dagli attuali amministratori e soprattutto dal sindaco di Ventimiglia, che per ragioni di opportunità politica o di presunta tutela del “decoro” per la nostra città, calpestano il rispetto della dignità umana e ignorano le responsabilità della tutela salute pubblica.

Governare una città non vuol dire asfaltare le strade o infiorare (malamente) le aiuole del centro. Sono necessarie scelte politiche che possono anche dispiacere una parte di cittadini, che come i nostri amministratori hanno dimenticato che i loro genitori o i loro avi sono stati migranti. Chiunque dotato di buon senso e di intelletto comprende che chiudere un centro di accoglienza non risolve il problema della presenza di migranti, è un “non senso”, ha come conseguenza spostare il problema, spostare la presenza alle foci del Roja, sulla spiaggia adiacente, alla stazione e quindi se respinti da lì, alla periferia della città.

Significa oltre che ( per me soprattutto) mostrare mancanza di rispetto della dignità umana, non farsi carico del potenziale grave rischio della salute di tutti i cittadini che vivono la città, specie in questi momenti di grave rischio-covid. Abbandonare a loro stessi i migranti, in arrivo dalle nostre coste o dalla Francia, senza un minimo di assistenza e di controllo sanitario significa mettere a repentaglio la salute di tutti.

Sindaco, non so se questo suo atto possa definirsi criminale o irresponsabile, forse tutti e due. Un appello al volontariato, ai giovani e alle “persone sensibili e di buona volontà” della nostra città, a quelle che sanno che siamo tutti migranti e tutti possiamo trovarci in difficoltà, c’è bisogno non solo di “scelte politiche” , ma anche di atti concreti di solidarietà» – scrive Claudio Berlengiero.

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