Liguria, le segreterie regionali chiedono incontro urgente a Regione e Trenitalia per piano emergenza treni

Per fronteggiare emergenza Covid-19

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    Genova. «Presso atto del parere del Comitato Tecnico Scientifico che si è espresso negativamente sull’eliminazione del distanziamento a bordo dei treni sull’alta velocità, e della successiva ordinanza del Ministero della Salute che ribadisce l’obbligo di distanziamento di un metro fra singoli viaggiatori su tutti i treni, le scriventi Segreterie Regionali riaffermano la propria contrarietà alla delibera emessa dalla Regione Liguria in tema di occupazione di tutti i posti a sedere sui treni della Divisione Passeggeri Regionale Liguria», lo si legge in una nota inviata dalle segreterie regionali di FILT-CGI, UILTRASPORTI FAST, Confsal e ORSA Ferrovie-

    Aggiungono i sindacati: «Abbiamo quindi a chiesto un urgente incontro all’assessore regionale ai trasporti e a Trenitalia per definire le misure da mettere in atto per il rispetto del parere del CTS e delle ordinanze governative.
    Poiché al momento non sembrano sufficienti i richiami alla responsabilità individuale, richiediamo un concreto piano di interventi:
    • con personale dedicato nelle stazioni per regolare l’afflusso dei viaggiatori sui mezzi e sui treni per un valido supporto al personale mobile,
    • l’implementazione di un sistema di prenotazione obbligatoria anche per i treni del trasporto regionale,
    • l’aumento delle vetture per ogni singolo treno che consenta l’ampliamento dei posti offerti dei singoli convogli mantenendo il distanziamento sociale,
    • l’incremento in generale dei treni in Liguria, visto il notevole afflusso di utenti, anche a seguito dei problemi sulla viabilità autostradale, che impedisce il rispetto del distanziamento».

    «Siamo quindi a ribadire – concludono – quanto sosteniamo da mesi: alla Liguria serve un piano di emergenza per il trasporto pubblico. Iniziamo dal confronto con la Regione per trovare le soluzioni, rispettando le misure sanitarie necessarie a contenere la pandemia».

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