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“Il sogno babilonese. Lo Château Grimaldi e la Belle Époque in Riviera” è il nuovo libro di Enzo Barnabà

La prefazione è di Daniela Gandolfi, direttrice dell’Istituto di studi liguri, mentre l'introduzione è di Yvan Gastaut. La postfazione invece è di Marco De Vecchi

Ventimiglia. “Il sogno babilonese. Lo Château Grimaldi e la Belle Époque in Riviera” è il nuovo libro di Enzo Barnabà, che uscirà il 6 agosto. La prefazione è di Daniela Gandolfi, direttrice dell’Istituto di studi liguri, mentre l’introduzione è di Yvan Gastaut. La postfazione invece è di Marco De Vecchi.

Durante la Belle Époque, il “sogno babilonese” dei milionari inglesi (e non solo) era quello di creare in Riviera e in Costa Azzurra delle ville, dette château, circondate da giardini a strapiombo sul mare; questi ultimi, che sostituivano le coltivazioni tradizionali, facevano pensare ai giardini pensili realizzati da Semiramide a Babilonia.

Lo Château Grimaldi è una magnifica enclave internazionale di tre ettari in territorio italiano ma attaccata alla frontiera francese, dove hanno abitato il ginecologo inglese James Bennet (che vi ospitò la regina Vittoria), Romaine Brooks, la pittrice amata da D’Annunzio, e altri, fino al chirurgo Serge Voronoff, noto per i trapianti di testicoli di scimmia sull’uomo. Impreziosiscono il libro decine di immagini rare o inedite.

«Barnabà ricostruisce una pagina internazionale vissuta nella Belle Époque dalla Riviera italiana» – dice Daniela Gandolfi.

«Passione è la parola che meglio si adatta a quest’opera di Barnabà: per il suo paese d’adozione, per gli esseri umani in movimento e per la storia» – afferma Yvan Gastaut.

«Barnabà racconta con rigore storico e ricchezza di aneddoti biografici una storia che sottende a un’esigenza quanto mai profonda e insopprimibile: la ricerca della bellezza» – dichiara Marco Devecchi.

Enzo Barnabà, nato nel 1944, ha studiato lingua e letteratura francese a Napoli e a Montpellier e storia a Venezia e Genova. Ha insegnato lingua e letteratura francese in vari licei del Veneto e della Liguria e ha svolto la funzione di aggiornatore dei docenti di lingua francese della provincia di Imperia. A Ventimiglia ha fondato il Circolo “Pier Paolo Pasolini. Ha svolto la funzione di lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e di insegnante-addetto culturale ad Abidjan (Costa d’Avorio), Scutari (Albania) e Niksic (Montenegro).

Vive a Grimaldi di Ventimiglia. Tra i suoi libri: Fasci siciliani a Valguarnera, Teti, 1981; Contextes. Grammaire française à l’usage des Italiens, Loescher, 1994; Le ventre du python, romanzo, Editions de l’Aube, 2007; Sortilegi, racconti, Bollati-Boringhieri, 2008 (con Serge Latouche). Con la casa editrice Infinito edizioni ha pubblicato “Morte agli italiani” (2009), “Il partigiano di piazza dei martiri “ (2013), “Il sogno dell’eterna giovinezza” (2014), “Aigues-Mortes, Il massacro degli italiani” (2015) e “Il passo della morte” (2019) con Viviana Trentin.