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Coronavirus, dai bimbi rapiti a scuola ai rimedi casalinghi: l’ISS mette un freno alle fake news

Un tam tam su Facebook ha scatenato l'isteria collettiva: necessario mettere un freno alle bufale

coronavirus, covid-19

Sanremo. «Dal 14 settembre io non autorizzo nessun personale della scuola o chi che sia, ad isolare o prelevare mia figlia/o se dovesse presentare improvvisamente qualche linea di febbre. Nessun personale sanitario può prelevare mia figlia/o da scuola in mia assenza traumatizzandola. Se tutto vero, non firmerò nessun foglio di autorizzazione che prevede questo tipo di trattamento. Fino alla maggiore età io genitore sono unico tutore di mia figlia e mio figlio». E’ il messaggio che circola sulle bacheche Facebook di molti genitori italiani, tra i quali numerosi imperiesi, che con il post copiato e incollato sulle proprie pagine si convincono di poter fermare uno pseudo-meccanismo inventato dal governo Conte per togliere – non si capisce bene a quale scopo – i bambini alle famiglie e tenerli segregati in ospedale almeno fino al termine della quarantena per Covid-19.

Una psicosi nata sulla base di una fake news che, nonostante l’evidenza delle enormi falsità che racconta in un paese, l’Italia, che di certo non può essere equiparato alla Corea del Nord di Kim Jong-un, ha scatenato il panico tra le famiglie. Tutto falso. Come spiegato dall’Istituto Superiore di Sanità che si è sentito in dovere di intervenire per porre fine all’isteria.

«In merito alle diverse notizie che circolano sui social media – si legge nella nota – Ed in particolare quelle secondo cui nel caso di sintomi compatibili con una positività al Covid-19 non sarà possibile ai genitori andare a prendere i propri figli a scuola, l’Istituto Superiore di Sanità precisa quanto segue: è in preparazione, e verrà finalizzato e reso pubblico nelle prossime ore, un documento che contiene le indicazioni per la gestione di casi e focolai negli istituti scolastici preparato dalle istituzioni competenti; si invita pertanto a considerare le notizie riferite al documento stesso solo una volta che questo venga reso disponibile; in particolare sono da considerare fake news tutte quelle notizie che riportano che l’alunno o lo studente possano venire affidati all’autorità sanitaria, mentre è la figura del genitore che è chiamata a gestire tutti i percorsi».
L’ISS invita «per quanto riguarda le notizie sul Covid-19 e più in generale sulla salute, a consultare sempre fonti ufficiali e affidabili».

E non è tutto. Sulle pagine del sito web dell’Istituto, è stata realizzata una apposita sezione dedicata alle “faq” in cui vengono date risposte alle domande frequenti degli italiani in merito alla pandemia di Covid-19. «Se bevo alcol subito dopo essere stato a contatto con altre persone uccido il virus e non rischio di ammalarmi?», è una di queste. Ovviamente la risposta è «No». «Bere alcolici frequentemente non solo non previene l’infezione da SARS-CoV-2 – risponde pazientemente l’ISS – Ma espone al rischio di andare incontro ad altri, anche gravi, problemi di salute».

E ancora: «Essere in grado di trattenere il respiro per 10 secondi o più senza tossire o provare disagio significa che non si è affetti da COVID-19 o da qualsiasi altra malattia polmonare?». Anche in questo caso la risposta è negativa: «Gli esercizi di respirazione non servono a scoprire se si è stati contagiati o meno dal virus. I sintomi più comuni di COVID-19 sono tosse secca, stanchezza, febbre, difficoltà respiratorie, congiuntivite e, in alcuni casi perdita di olfatto e gusto. Alcune persone possono sviluppare forme più gravi della malattia, come la polmonite».

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