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Carceri di Imperia e Sanremo, Sappe: «Stracolme, emblema dello stato di abbandono dei penitenziari liguri»

«I posti letto com'era prevedibile sono terminati, al già cronico sovraffollamento si aggiungono le disposizioni sanitarie per limitare il rischio della diffusione da Covid-19»

Imperia. «Detto fatto – ironizza la segreteria regionale del Sappe Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Segreteria Regionale della Liguria, nel comunicare il tutto pieno delle carceri di Imperia e Sanremo – i due istituti del ponente ligure non riescono più ad associare gli arrestati da Ventimiglia sino a Finale Ligure entroterra compreso», annuncia Vincenzo Tristaino della segreteria regionale Sappee.

«I posti letto com’era prevedibile sono terminati, al già cronico sovraffollamento si aggiungono le disposizioni sanitarie per limitare il rischio della diffusione da Covid-19, disposizioni condivisibili e certamente ineludibili per la tutela dalla salute dei detenuti e di tutto il personale, che per l’arrestato prevedono un periodo di quarantena da trascorrere in un particolare reparto adibito a isolamento prima di entrare nelle celle ordinarie.

Però questa procedura ha determinato una condizione di riempimento dei posti disponibili anche considerato l’elevata estensione territoriale che prevede che gli arrestati di una parte della provincia di Savona confluiscano su Imperia. Un bel guaio – continua Tristaino – se consideriamo che il carcere d’Imperia è stato progettato per 60 posti, oggi ci sono 98 detenuti, invece Sanremo su 240 posti ne ospita 262, la soluzione si avrebbe solo attuando una redistribuzione degli arrestati in altri istituti anche distanti diversi chilometri dal luogo d’arresto, questo crea disagio su disagio».

«Più logico sarebbe la costruzione del nuovo istituto penitenziario di Savona non più rinviabile, come più volte rilevato da questa O.S. in ogni sede compresa quella politica. Proprio oggi – aggiunge Michele Lorenzo – nell’incontro avvenuto all’interno del carcere di Genova Marassi con il senatore Matteo Salvini abbiamo avuto modo di rappresentare le conseguenze che comporta l’assenza del carcere di Savona sul territorio ligure che ha determinato un forte sovraffollamento penitenziario oltre ad un maggiore impegno economico e di impiego di forze di polizia sul territorio.

Un accorato appello al ministro della Giustizia Bonafede affinché comprenda che l’assenza del carcere di Savona si ripercuote su tutta la Liguria e non solo quella penitenziaria», conclude Lorenzo del Sappe.