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Carabinieri di Piacenza, Condò (Civiltà Liberale): «Per il “politicamente corretto” chi li difende è fascista»

«Lo “scandalo”, per coloro che agitano il “politicamente corretto”, sta’ nel fatto che l’avv. Solari abbia effettuato il servizio militare nei paracadutisti della Folgore e che abbia presentato la sua candidatura alle elezioni comunali di Piacenza nel 2017»

Sanremo. «La Costituzione, all’art.24, che molti del “politicamente corretto” richiamano spesso, stabilisce che: “la difesa è un diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”. Questo articolo è invece contestato da chi oggi, passando inosservato nei media, e da qualche giorno, ha aperto una polemica sull’avvocato Emanuele Solari, del Foro di Piacenza, che ha assunto la difesa dell’appuntato dell’Arma dei Carabinieri Giuseppe Montella (ricordiamolo per dover di verità, già sospeso dall’Arma la quale ha avviato nei suoi confronti una procedura presso il Tribunale Militare di Verona), l’uomo che secondo l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica di Piacenza era il “leader” dei sei Carabinieri della Caserma “Levante” di Piacenza accusati di reati gravissimi.

Lo “scandalo”, per coloro che agitano il “politicamente corretto”, sta’ nel fatto che l’avv. Solari abbia effettuato il servizio militare nei paracadutisti della Folgore e che abbia presentato la sua candidatura alle elezioni comunali di Piacenza nel 2017 per il movimento politico Forza Nuova, pur non concorrendo per non avendo raggiunto il numero delle firme necessarie. L’avvocato Emanuele Solari sarebbe , per il movimento del “politicamente corretto”, un estremista di destra, un fascista e questo servirebbe a stabilire una continuità immorale fra gli accusati e i loro comportamenti (ancora da provare in sede di processo penale, al momento sono accusati dalla Procura e non ancora giudicati da un Tribunale) è una ideologia, così da voler portare anche la “accusa ideologica” di una equazione: i Carabinieri erano infedeli in quanto di destra estrema e la riprova è che chi li difende è un estremista di destra.

All’assurdità (per non utilizzare un altro termine) non c’è mai fine. Sembra sfuggire però, a coloro che spesso si richiamano alla Costituzione, che questa levata di scudi è un attacco a un istituto fondamentale del nostro ordinamento giudiziario: la difesa.

Sindacare su chi sia e quali siano idee professi il legale di un indagato è una deriva pericolosissima già, purtroppo, applicata nei famosi “anni di piombo”, quando venivano arrestati i legali difensori di imputati di formazioni di estrema destra.

Ed è ancora più pericolosa quando questa deriva è ampliata, accentuata dalla stortura tutta italiana, del “processo mediatico”, ossia un giudizio processuale fatto a priori su giornali e tv e ora anche sui social, basandosi solo sui capi di accusa e sulla teoria colpevolista dell’accusa (Procura della Repubblica – forse è bene ricordare che il nostro sistema giudiziaria è di tipo “accusatorio” dove è l’indagato che deve dimostrare la sua innocenza e non viceversa) e senza alcun contraddittorio difensivo. Arriveremo un giorno che sarà direttamente l’accusa (la Procura della Repubblica) a nominare l’avvocato che dovrà assistere l’indagato?» – commenta Alessandro Condò di Civiltà Liberale.