Ventimiglia riscopre Emilio Salgari, all’autore del Corsaro Nero intitolata sala lettura biblioteca Aprosiana fotogallery

Presenti i massimi studiosi dello scrittore che raccontò le avventure dei Ventimiglia e rese la città famosa nel mondo

Ventimiglia. Si è svolta oggi, alla presenza (reale e virtuale) dei massimi studiosi di Emilio Salgari, la cerimonia di intitolazione della sala lettura della nuova Biblioteca Aprosiana allo scrittore del Corsaro Nero e di tanti altri romanzi d’avventura che lo resero celebre in tutto il mondo.

intitolazione sala lettura salgari

«Questo è un giorno importante – ha detto il vicesindaco e assessore alla Cultura Simone Bertolucci -. Oggi Ventimiglia riscopre il Corsaro Nero con Emilio Salgari. Il Corsaro Nero deve diventare un brand e oltre, all’importanza nell’ambito della letteratura, deve diventarlo nell’ambito turistico e culturale in genere. L’intitolazione di questa sala ne è un primo fondamento ed è solo un primo passo per altri eventi e manifestazioni che avranno come protagonista assoluto il Corsaro Nero. Iniziamo da qui, dalla Biblioteca Aprosiana, incominciamo dalle fondamenta della letteratura per andare ad allargarsi in tutti gli altri modi in cui il Corsaro Nero di Ventimiglia deve diventare famoso nel mondo».  

Al vicesindaco è toccato il compito di scoprire la targa in ardesia, realizzata da Marco Murtas, che ufficializza l’intitolazione della sala lettura a Salgari, sotto la benedizione del parroco della chiesa di Sant’Agostino, don Ferruccio Bortolotto.

«Il Corsaro Negro è uno dei personaggi sicuramente più famosi usciti dalla penna di Salgari e per quanto sia una figura fantasiosa in realtà si basa su elementi storici reali – spiega lo studioso Fabio Negro, redattore di Emiliosalgari.it -. I conti di Ventimiglia furono una casata importante legata ai Savoia. E di questo fa tesoro Salgari che scrive poi una storia inventata in tutt’altro posto, ma che ha regalato a tante generazioni giornate indimenticabili».

Ma lo scrittore, amato dai lettori e snobbato dalla critica non ebbe affatto una vita facile, come spiegato da Negro: «Salgari è forse il primo grande scrittore di best seller italiano: si parla di 85 romanzi e quasi 150 novelle scritte in poco meno di 30 anni. Ebbe una vita abbastanza travagliata. La critica e gli ambienti letterari non erano lì a supportarlo finché poi nel 1911 si tolse la vita lasciando quattro figli e una moglie in manicomio. Questa è una delle giornate per cui ci piace ricordare Salgari e dargli qualcosa indietro di tutto quello che ci ha dato in questi anni».

Entusiasta Davide Barella, grande studioso e collezionista delle opere di Salgari che si è sempre battuto per dare allo scrittore il riconoscimento meritato: «Oggi, finalmente, la città di Ventimiglia ha posto fine a un torto che è durato per più di un secolo. Emilio Salgari doveva avere un riconoscimento ufficiale, perché i suoi personaggi hanno davvero rappresentato un fenomeno planetario. Le prospettive sono eccellenti, perché se si parte dalle fondamenta si può costruire una buona casa. Ho sempre detto che in quel piccolo chilometro quadrato, nel quale Salgari ha scritto le avventure dei corsari, c’è una concentrazione di scrittori e intellettuali di calibro della letteratura nostrana e mondiale, che devono essere valorizzatati. Intanto iniziamo a valorizzare uno degli autori più snobbati e sottovalutati nella storia della letteratura e lo facciamo promuovendo i suoi personaggi che sono nel nostro cuore e finalmente abbiamo dato un domicilio reale al Corsaro Nero. Benissimo la statua, i festival, la Battaglia di Fiori, l’Agosto medievale e tutto ciò che è stato fatto nel corso degli anni, ma ci voleva anche un luogo fisico: una targa nella quale fissare sulla pietra la presenza di Salgari. Si realizza un piccolo sogno che non è soltanto di Davide Barella, ma di tanti salgariani in tutto il mondo e dei ventimigliesi».