Ventimiglia, l’ultraottantenne Teresita Canavese “dipinge” con ago e filo fotogallery

Riproduce perfettamente dipinti di pittori famosi, fiori, animali, uccelli, persone, paesaggi, monumenti di Ventimiglia e i paesini della nostra provincia

Ventimiglia. Van Gogh, Klimt, Monet e Caravaggio sono solo alcuni pittori dei quadri appesi nella casa di Teresita Canavese. L’ultraottantenne ventimigliese ha tappezzato le pareti di ogni stanza con le riproduzioni dei dipinti di pittori famosi da lei realizzate usando solo ago e filo. La tecnica che mette in pratica è molto semplice ma l’effetto visivo è notevole, a prima vista non si notano differenze dall’originale né che si tratta di opere di cucito.

riviera24 - Teresita Canavese

«La mia passione per l’ago e il filo è nata casualmente più di una ventina di anni fa – racconta la signora CanaveseMio marito si era ammalato ed era diventato cieco e semi paralizzato e perciò ho abbandonato ogni cosa per assisterlo. Ho lasciato la presidenza del Sestiere Burgu, che ho ricoperto per circa una decina di anni, e le ragazze di Wilma per stare con lui a casa e così per passare il tempo ho iniziato a comprare la “Grande scuola di ricamo”, che usciva ogni settimana, e da sola ho iniziato a ricamare. Ho scelto il punto più semplice, visto che avevo già passato i sessant’anni, e mi sono cimentata in questo nuovo hobby che è diventato poi una vera e propria passione. Ora non riesco a farne a meno, ricamo tutti i giorni, tutto il tempo, dopo aver svolto le faccende di casa».

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Dopo aver imparato da autodidatta la signora Teresita, classe ’33, ha iniziato a riprodurre quadri di pittori famosi: «Nutrivo una grande simpatia per Vincent Van Gogh, era una persona che ha sofferto molto, mi faceva tenerezza e così ho cominciato a riprodurre i suoi quadri. Ora ho realizzato anche quadri di Klimt, Ligabue, Hayez, Monet, Caravaggio, Dino Mazzucchelli e molti altri. Cerco sempre quadri molto coloratispiega – Per realizzare perfettamente l’opera d’arte faccio, da un libro o da una rivista, una fotocopia in bianco e nero e una a colori del quadro che desidero riprodurre, la ricalco con la carta carbone, poi la passo sulla tela e alla fine inizio a ricamare. Sto attenta alle sfumature di colore e cerco di riprodurre perfettamente ogni piccolo dettaglio. La difficoltà più grande è riuscire a trovare i fili del colore che mi serve, visto che purtroppo sono rimaste aperte poche mercerie e perciò sta diventando un’impresa trovarli, inoltre costano un sacco, 1 euro e 80 a matassina».

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La signora per realizzare i suoi capolavori impiega centinaia di ore, si tratta di un lavoro certosino che richiede grande abilità, pazienza e arte: «Ci vuole molto tempo per finire un’opera, dipende da quanto è dettagliata. Negli anni ho creato tantissime opere, per le quali sento un profondo legame e per questo motivo non le ho mai vendute. E’ come se fossero una parte di me: ogni sera prima di andare a dormire le guardo e le saluto, mi tengono compagnia e mi rendono felice. Alcune le ho regalate a persone a me molto care, ma tutte le altre sono appese nella mia casa. Ci sono quadri in ogni stanza».

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Riesce a realizzare delle vere e proprie opere d’arte: «Chi ha visto quello che ho creato è rimasto senza parole. E’ bello vedere che piacciono, dà soddisfazione. Oltre a quadri ho realizzato anche ricami su tovaglie, asciugamani, tovaglie per altari delle chiese, foderine, porta pane, borse e abiti. Con ago e filo ho ritratto fiori, animali, uccelli, galli, persone, paesaggi, borghi arroccati, monumenti di Ventimiglia e i dintorni o i paesini della nostra provincia. Per realizzare quest’ultimi ci ho messo più tempo perché ho riprodotto ogni cosa dettagliatamente. Una volta, per esempio, una signora di Pigna in un quadro ha riconosciuto la finestra della sua camera e del suo bagno».  

Ha avuto la possibilità anche di esporre le sue opere: «All’Oratorio dei Neri nella città alta di Ventimiglia ho esposto le mie opere in una mostra organizzata dal Comitato Pro Centro Storico in collaborazione con “Le Ragazze di Wilma”, poi ho avuto la possibilità di esporre anche a Dolceacqua e a Sant’Agostino a Ventimiglia, una volta per Pasqua».

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La sua bravura è stata apprezzata anche dal Principe di Monaco: «Ho ricevuto una lettera dal Principe di Monaco in persona – ricorda – Grazie alla scrittrice Cristiana Bindi, che presentava un libro che parlava della guerra e della storia di una ricamatrice e di un suonatore di fisarmonica, sono stata invitata e così ho fatto una piccola esposizione a Montecarlo. Per l’occasione avevo realizzato la rocca di Montecarlo vista dall’alto che ho regalato alla moglie del principe e così mi ha inviato una lettera per ringraziarmi per il mio lavoro».

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Grazie al suo passatempo non si è annoiata durante il lockdown a causa del coronavirus e non si è sentita sola nonostante fosse lontana dai suoi tre figli e dai quattro nipoti: «Non mi ha fatto male la pandemia – confida – Sono stata bene in casa, ho ricamato tutti i giorni, mi ha aiutato a passare bene il periodo del lockdown. Dopo le faccende di casa e un po’ di cyclette mi mettevo con gioia a ricamare».

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La signora Teresita Canavese ha trasformato un passatempo in una passione: «Mi piace tanto ricamare, mi rilassa e non mi fa pensare a nulla, l’unica cosa a cui penso è come riuscire a realizzare al meglio ogni singolo dettaglio. Passo intere giornate con ago e filo in mano, è quasi una droga, quando inizio non riesco più a smettere. Non mi pesa stare tante ore china a ricamare, non provo nessun dolore né mal di schiena. Ora ho tre passioni: cucinare, scrivere poesie dialettali e ricamaresvela – Mi piacerebbe tramandare questa passione, se ci fosse qualcuno interessato a imparare io sarei ben disposta a insegnare come si fa gratuitamente. Io ho imparato da sola in poco tempo, non è complicato, ho insegnato anche a mia figlia. Serve solo pazienza, voglia di imparare, passione ed essere un po’ fantasiosi».