Sanremo, il Comune salva ancora la Sinfonica. Maxi prestito da 1,4 milioni per tappare il buco con l’Erario

La giunta Biancheri si appresta a concedere alla Fondazione Orchestra anche la gestione del Palafiori in comodato d'uso gratuito

Sanremo. Un maxi prestito e l’assegnazione in comodato d’uso gratuito del Palafiori alla Fondazione Orchestra Sinfonica. Sono queste le misure che si appresta ad adottare la giunta Biancheri per “salvare” la prestigiosa istituzione culturale cittadina dalla scure dell’Agenzia delle Entrate che vanta crediti per Irpef non versata dal management dell’orchestra per un ammontare di circa 1,4 milioni di euro.

Il caso dei contributi non versati era emerso lo scorso anno, quando, un po’ all’improvviso, il sindaco Alberto Biancheri, al termine del suo primo mandato e fresco di aver confermato come amministrazione un aumento dello stanziamento comunale alla Sinfonica, aveva appreso delle difficoltà in cui versava la Fondazione Orchestra per via di un accumulo di rate Irpef da riconoscere agli orchestrali non versate all’Erario. Una strategia sostanzialmente “obbligatoria” definita per mantenere i conti in equilibrio, così come sostenuto, allora, dagli stessi vertici della fondazione che hanno sempre lamentato una partecipazione alle spese di Palazzo Bellevue insufficiente.

Il fatto non era passato inosservato neanche agli occhi della procura di Imperia che aveva aperto un’indagine in ordine a eventuali responsabilità degli ultimi due presidenti, l’ex Maurizio Caridi e il nuovo, attualmente in carica, Livio Emanueli. E’ principalmente per sanare la situazione debitoria nei confronti dell’Agenzia delle Entrate che, quindi, il municipio si è preparato per erogare un prestito di valore uguale alle somme dovute. La Fondazione Orchestra Sinfonica, nell’accettarlo, si impegnerà a restituire gli importi in 12 anni al tasso simbolico dell’1%, fermo restando il contributo annuale che il Comune versa e che si aggira intorno agli 800 mila euro.

Nelle more del provvedimento pronto per essere approvato, c’è anche la trasformazione del Palafiori in “sede” della Sinfonica, con la possibilità per quest’ultima di valorizzare economicamente gli spazi di corso Garibaldi.