Sanità pubblica, Rifondazione Comunista Circolo Valeria Faraldi di Sanremo e Taggia invia lettera ai sindaci della provincia di Imperia

Confida in una loro risposta come presa di posizione nei confronti della futura gestione della sanità pubblica nella provincia

Sanremo. Rifondazione Comunista Circolo Valeria Faraldi di Sanremo e Taggia sta inviando a tutti i sindaci della provincia di Imperia una lettera confidando in una loro risposta come presa di posizione nei confronti della futura gestione della sanità pubblica nella provincia.

La lettera:

«A tutti i Sigg. Sindaci della Provincia di Imperia

OGGETTO: STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE PROVINCIA DI IMPERIA

In relazione al nuovo progetto di ristrutturazione della rete sanitaria pubblica imperiese, quindi la chiusura delle due strutture attualmente funzionanti di Sanremo ed Imperia, e la privatizzazione del nosocomio di Bordighera, il Partito di Rifondazione Comunista “Circolo Valeria Faraldi Sanremo-Taggia”, con la presente, chiede a Lei una presa di posizione politico-amministrativa, in merito a tale ristrutturazione. Rifondazione Comunista lo ha fatto, dichiarandosi in linea di massima non contraria alla costruzione del nuovo ospedale a due condizioni: che rimanga pubblico e soprattutto che non sia unico.

Troppo importante, ma noi reputiamo necessaria e fondamentale, la salvaguardia delle strutture in essere ora in Provincia, in funzione di quella territorialità capillare che una sanità pubblica deve avere, per fornire assistenza e diagnostica in modo dignitoso e preventivo. Sicuri di ricevere da Lei un parere, in funzione della Sua rappresentatività nei confronti dei Suoi cittadini, elettori e non, a favore della tutela dei medesimi, e chiaramente scevro da qualsiasi pressione politica regionale.

Questa lettera sarà inviata ad ogni Suo collega della Provincia di Imperia, senza distinzione di area politica, maggioranze, coalizioni o dimensioni del comune che rappresenta. Grazie per la collaborazione.

Il Segretario Circolo Valeria Faraldi Sanremo-Taggia

Carlo Olivari».