Rissa nel carcere di Sanremo, ferito un ispettore e condotto in ospedale

Il SAPPe Liguria: "Qui la sicurezza non funziona. Intervenga il ministro Bonafede se esiste"

Più informazioni su

Sanremo. Ancora una volta il carcere di Sanremo deve registrare l’ennesimo evento critico, questa volta anche di una certa pericolosità. Due detenuti, uno italiano in carcere per reati di rapina, furti e violenza e l’altro albanese in carcere per omicidio con fine pena 2049, per acredini personali, sono venuti in colluttazione.

Nell’intento di sedare la rissa, è intervenuto un ispettore il quale è stato colpito da una lamettata sul braccio oltre ad essere stato aggredito con calci tanto dover ricorrere alle cure ospedaliere. Questo per dare l’idea della violenza dell’episodio. All’ispettore della polizia penitenziaria intervenuto e ferito nell’esercizio del suo dovere vanno i nostri auguri per una pronta guarigione oltre ai complimenti per aver evitato il peggio tra i due detenuti.

Il carcere di Sanremo – comunica il Sappe liguria – necessita di verifica nella sua organizzazione. Troppi eventi critici determinati da una popolazione detenuta che tocca le 270 unità, troppe per un istituto che ne può gestire 230– afferma Lorenzo segretario del Sappe ligure – troppi anche i colleghi aggrediti e benché stanchi e demotivati oltre che sottorganico, i pochi che restano continuano nella loro missione di fornire sicurezza all’istituto. Ma sino a quando?

Il Provveditore regionale, è ben a conoscenza della situazione di Sanremo ma ancora non abbiamo visto dei risultati, ed oggi erano assenti dall’istituto sia il Comandante che il suo vice. E’ inspiegabile la contemporanea assenza dei vertici della sicurezza, non capiamo – continua il SAPPe – perché nessuno interviene per ristabilire l’ordine e la sicurezza in quell’istituto.

Basti pensare che solo qualche giorno fa un altro detenuto ha frantumato un monitor del computer di un ufficio; per ricompensa a tale sua reazione è stato addirittura autorizzato a fare una video chiamata. Uno stano modo di gestione della disciplina dei detenuti.

Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha il potere e gli strumenti amministrativi per intervenire, ma non lo fa. Anche questo è inspiegabile.

Ciò che accade nelle carceri liguri è sotto gli occhi di tutti – denuncia Lorenzo – contraddistinti giornalmente da eventi critici come aggressione al personale, risse, autolesionismi, ecc. portati a compimento da una popolazione detenuta sempre più predisposta al rigetto delle regole penitenziarie, ed a Sanremo addirittura accontentati se pongono in essere azioni di protesta”.

Più informazioni su