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Nodo ferroviario di Genova, Toti: «Bene riavvio cantiere, ora ripartenza di altre opere per rendere competitivo il paese» - Riviera24
Inaugurazione

Nodo ferroviario di Genova, Toti: «Bene riavvio cantiere, ora ripartenza di altre opere per rendere competitivo il paese»

«Questi ritardi accumulati rendono poco competitivo il nostro Paese, le opere non fanno comodo solo a noi liguri»

riviera24 - Nodo ferroviario di Genova

Genova. «Non era scontato arrivare qua, ed è bello veder ripartire questo traforo con una squadra che abbiamo già imparato a conoscere in occasione della ricostruzione del ponte di Genova. Dobbiamo però ricordarci che siamo qui, in un cantiere difficile da far ripartire, non per colpa di nessuno ma per colpa del nostro sistema. Sono passati circa dieci anni, cinque governi e tre aziende, e siamo ancora allo stesso punto: questa deve essere una riflessione che ci chiama tutti in causa. Chi si dedica a questo Paese deve farsi delle domande. Oggi abbiamo anche un accordo europeo di cui vedremo presto i risultati concreti ma è bene sottolineare che ogni soldo che si investe nel sistema è il benvenuto purché sia investito in ciò che serve al Paese, altrimenti non serve a nulla». Così dice il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in occasione dell’inaugurazione del riavvio dei lavori del cantiere del Nodo ferroviario di Genova.

«Il dibattito sul Mes e sul Recovery Fund è ragionevole ma deve seguire un approfondimento molto attento su come investire e bisogna farlo anche in modo rapido – prosegue il governatore – Facciamo oggi una promessa reciproca: non ci deve essere un altro Nodo di Genova, tagliamolo per sempre, anche in altri cantieri. Il ponte di Genova ha dimostrato che le cose si possono fare quando si congiungono le volontà forti di tante persone e la capacità di chi costruisce attraverso un’assunzione di responsabilità. Ringrazio tutti coloro che da domani lavoreranno al cantiere e spero ne arriveranno tanti altri per operare al Terzo Valico, alla diga del Porto di Genova, al raddoppio di ponente, alla Pontremolese ed altre opere. Questi ritardi accumulati rendono poco competitivo il nostro Paese, le opere non fanno comodo solo a noi liguri, ma soprattutto al 50% delle merci che entrano ed escono dal porto di Genova tutti gli anni e che rappresentano l’asse portante della nostra bilancia commerciale. Sono 500 mila le navi che sono entrate e uscite dal Porto di Genova negli ultimi sei anni e questo è qualcosa che va aldilà della Liguria: è un pezzo importante del nostro Paese».

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