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‘Ndrangheta, i tentacoli dei clan calabresi sull’estremo Ponente

Le cosche attive da Diano Marina fino al confine

Imperia. Nella provincia di Imperia, secondo la Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e i risultati conseguiti dalla DIA nel secondo semestre 2019, si sono manifestate le dinamiche tipiche dei contesti mafiosi, in considerazione della presenza, sul territorio, delle proiezioni extraregionali delle cosche reggine Santaiti-Gioffré, Gallico, Piromalli, Mazzaferro, Alvaro e Pelle, componenti del locale di Ventimiglia, struttura di coordinamento tra le varie famiglie per la spartizione e la condivisione degli affari illeciti. Particolare significato riveste l’indagine, conclusa il 21 ottobre 2019, dai carabinieri, con l’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti di due soggetti responsabili del furto di un armadio blindato che custodiva numerose armi e munizioni, sottratto da un’abitazione di Triora. Uno degli arrestati è figlio di un pluripregiudicato di Rizziconi (RC), ritenuto collegato al locale di Ventimiglia, estradato nel 2004 dalla Francia (ove stava scontando una pena per narcotraffico), in quanto destinatario di provvedimenti cautelari per omicidio doloso, per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e reati in materia di armi.

Il radicamento di numerose famiglie calabresi nella provincia di Imperia è ulteriormente comprovato da manifestazioni e riti tipici delle zone d’origine, tra le quali la celebrazione della “Madonna della Montagna”, che si svolge il 7 settembre a Ventimiglia Alta, contemporaneamente a quella tenuta presso il Santuario di Polsi a San Luca
d’Aspromonte.

Tra Taggia e Sanremo si sono registrate presenze riconducibili alle cosche di Palmi e Gioia Tauro, che curerebbero relazioni con esponenti attivi oltreconfine. Tali rapporti sarebbero intrattenuti attraverso una “struttura” dislocata a Ventimiglia – denominata Camera di passaggio – chiamata a garantire la continuità operativa e strategica tra i locali nazionali e le analoghe proiezioni estere.

Per quanto concerne le proiezioni in territorio francese, a Vallauris, sin dagli anni ’90, è presente il gruppo fami-liare Magnoli, originario di Rosarno (RC), legato da vincoli di parentela alle famiglie mafiose Stanganelli e Giovinazzo, attivo anche nel narcotraffico per conto della cosca Piromalli-Molè di Gioia Tauro (RC). In tale contesto, il 13 dicembre 2019, proprio a Vallauris, a seguito di attività investigativa condotta dalla DIA in un contesto di cooperazione internazionale con le Forze di polizia d’oltralpe, è stato arrestato un esponente della famiglia Stanganelli, destinatario di un mandato d’arresto europeo del 2014, conseguente ad un’inchiesta che aveva colpito numerosi affiliati alle cosche Molè e Mancuso, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e reati in materia di armi.

Nello stesso ambito criminale, il 29 novembre 2019, a Dolceacqua, è stato arrestato anche un soggetto originario di Montebello Jonico (RC), residente in Francia, con un passato di collaboratore di giustizia, sorpreso in possesso di numerose armi illegalmente detenute. L’attività è scaturita da un’indagine, denominata “Ombre nere” 1342, condotta dalla DDA di Caltanissetta in diverse province italiane (tra cui Genova e Imperia), nei confronti di soggetti inseriti in contesti di estrema destra, responsabili di costituzione e partecipazione ad associazione eversiva e istigazione a delinquere. Il soggetto arrestato a Dolceacqua era inserito, in passato, nella cosca Iamonte di Melito di Porto Salvo (RC).

Nella zona di Bordighera è operativo il cd. sottogruppo di Bordighera, riconducibile alla famiglia Barilaro-Pellegrino, proiezione della cosca Santaiti-Gioffré di Seminara (RC), i cui sodali ed elementi di vertice sono stati colpiti da pesanti condanne nell’ambito delle inchieste “La Svolta” e “Maglio 3”, entrambe pendenti presso la Corte di Cassazione. Il citato sottogruppo – nel cui alveo sono state ricondotte altre famiglie di Seminara di particolare spessore criminale, quali i De Marte, attivi a Diano Marina mantiene un’“autonoma” capacità operativa, fattore, questo determinante non solo per la costituzione di nuove strutture di ‘ndrangheta, ma anche per favorire l’insediamento di referenti di altre famiglie, che possono trovare copertura per i loro traffici e protezione per le latitanze.

Per quanto concerne le altre matrici mafiose, nella zona di Sanremo è da tempo nota la presenza del gruppo Alberino, attivo nella contraffazione e commercializzazione di prodotti con marchi falsificati, collegato alla famiglia Tagliamento, legata allo storico clan camorrista napoletano Zaza, che da anni opera a Mentone (F) in svariati settori criminali e che collabora sia con la criminalità marsigliese, sia con esponenti della criminalità organizzata calabrese. Inoltre, la presenza in Francia del citato gruppo di camorra, potrebbe rappresentare anche un riferimento per dare supporto, sul territorio francese, alla latitanza di altri esponenti della criminalità organizzata campana. Al riguardo, il 26 settembre 2019, la Polizia di Stato, a Ventimiglia, ha tratto in arresto un latitante del clan Lombardi di Acerra (NA) proveniente dalla Francia. Questi era destinatario di un provvedimento cautelare emesso nel 2017 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Ancona per traffico di stupefacenti ed altri gravi reati.

La relazione completa: Stralcio II° Semestrale 2019