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Muzio: «Il Covid un macigno ma la sanità ligure ha saputo reggere l’urto»

Il presidente della Commissione Sanità: «La Regione ha risposto con tempestività e lo sforzo dei nostri ospedali e degli operatori è stato straordinario»

Genova. «Il sistema sanitario ligure ha risposto prontamente all’emergenza Covid ed ha saputo reggere all’impatto drammatico della pandemia. A chi sostiene il contrario vorrei ricordare che Regione Liguria già il 12 febbraio, quando ancora gli organismi sanitari internazionali parlavano di un rischio da basso a medio e il Governo tentennava sul da farsi, ha attivato la propria task force per organizzare la risposta all’ondata del coronavirus: in breve tempo i letti di terapia intensiva sono passati da 25 a 190, e quelli di terapia a media intensità da 99 a 1200; insieme a ciò, interi reparti si sono riconvertiti in poche ore. Sono alcuni dei segni concreti della capacità della nostra sanità di rispondere ad una situazione di gravità assoluta. Un sistema debole non avrebbe retto l’urto». E’ quanto ha dichiarato il consigliere regionale Claudio Muzio (Forza Italia), presidente della Commissione Sanità e vicepresidente della Commissione regionale d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria.

«La risposta dei nostri ospedali e degli operatori che vi hanno lavorato nell’emergenza – ha aggiunto Muzio – è stata enorme. Voglio inoltre ricordare l’impegno veramente straordinario degli specializzandi, a cui purtroppo non è stato possibile riconoscere un bonus economico per il sacrificio e il lavoro svolto, a causa dei limiti imposti dal decreto Cura Italia, che prevede che del bonus possano essere beneficiari solo coloro che sono dipendenti del sistema sanitario. Questo è ingiusto, e voglio porre il problema all’attenzione del Consiglio Regionale, auspicando che vi si possa porre rimedio. Allo stesso modo auspico un riconoscimento al preziosissimo lavoro compiuto dalle Pubbliche Assistenze, che hanno fatto in questi mesi sacrifici enormi e sono state in prima linea, con rischio per gli operatori a causa della carenza di dispositivi di protezione».

«Non possiamo dire che non vi siano state carenze e criticità – ha detto ancora il presidente della Commissione Sanità – ma i giudizi vanno sempre commisurati alla realtà che ci si trova di fronte. In prospettiva, uno dei temi che andrà affrontato è quello del rafforzamento della medicina territoriale, ma ricordando che nel periodo dell’emergenza è stato giusto proteggerla, perché l’eventuale infezione dei medici di base avrebbe portato ulteriori enormi problemi».

«Dobbiamo far tesoro di quello che è accaduto negli scorsi mesi, non dimenticando mai tutto lo sforzo fatto dal nostro sistema sanitario e da coloro che sono stati impegnati nel periodo critico, che non si sono mai risparmiati per cercare di dare una mano e portare il proprio contributo per affrontare una pandemia che nella nostra regione ha causato più di 1.500 morti», ha concluso Muzio.