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La Bianca di Imperia in prima linea durante la pandemia, il presidente Trincheri: «Commosso dall’affetto della gente»

Sono stati 470 i servizi dedicati al Covid-19, 330 solo nel capoluogo, 18.000 i kilometri percorsi dalla Pubblica assistenza portorina

Sanremo. Dall’inizio della pandemia nel mese di marzo fino a giugno, in 90 giorni di attività, la Croce Bianca di Imperia ha effettuato 470 servizi dedicati al Covid-19, 330 solo nel capoluogo. Dai mezzi appositamente attrezzati della pubblica assistenza portorina sono stati percorsi ben 18.000 kilometri, 35 i volontari  e 15 dipendenti impegnati sul campo h24.

Generico luglio 2020

Roberto Trincheri, presidente della Croce Bianca di Imperia ospite dei nostri studi insieme al direttore dei servizi Luca Celestini si commuove ripercorrendo con la mente quei momenti di lavoro mai interrotto, di fatica e di paura senza mai mollare un centimetro per il bene delle persone malate e della comunità.

Trincheri in quei giorni è stato anche protagonista di prese di posizione alcune molto forti che hanno fatto discutere.  «Effettivamente lo stress – ammette il presidente della Croce Bianca –   del momento mi aveva spinto a far emergere alcune problematiche che effettivamente erano reali. Sono stati 90 giorni intensi che ci hanno visti, insieme a tutte le altre associazioni, in prima linea ed è stata difficile. Oggi siamo un po’ più tranquilli,  anche se l’attenzione deve rimanere alta sia per noi operatori che tra la gente. Bisogna usare il cervello pur senza vivere nel terrore».

La Bianca di Imperia ha pagato anche un importante tributo al virus con 4 volontari e 2 dipendenti che si sono ammalati, uno dei dei quali, un dipendente, è stato ricoverato per un mese al “Borea” di Sanremo.

«La nostra giornata non finisce mai– dice Luca Celestinisiamo attivi h24 sul territorio e durante il periodo della pandemia è stato fatto un grosso sforzo da parte dei miei colleghi e dei volontari che si sono messi in gioco in prima persona. Abbiamo dimostrato una grande forza di gruppo riuscendo a garantire tutti i servizi ordinari e quelli legati alla pandemia.  Siamo arrivati ad avere 4 macchine di emergenza attive nello stesso  momento, personale che si vestiva con una tuta bianca e scendeva dall’ambulanza dopo 4 ore senza aver potuto mangiare e nemmeno bere. Lo sforzo è stato intenso siamo riusciti con la forza del gruppo a superarlo. Ora, fortunatamente, i numeri sono calati». 

In quei tristi giorni non è mancata la solidarietà dei cittadini che sono stati vicini alla Croce Bianca di  con donazioni ma anche solo moralmente. «Molte persone ci sono state vicine con donazioni e semplici gesti. Questo ci dava ulteriore grinta per continuare a fare bene quello che stavamo facendo in quel momento, un grosso grazie va a loro», sottolinea Celestini.

Il picco della pandemia è passato, però, rimangono problemi insoluti in capo alle pubbliche assistenze del territorio.  «Le problematiche sono tantissime – conferma Roberto Trincheri e sono sempre le stesse che attanagliano le Croci, ovvero quelle di natura economica. In 9o giorni di pandemia solo la mia associazione ha speso più di 30mila euro in dispositivi di protezione individuale. Purtroppo c’è stato chi se ne è ha approfittato ed era una delle mie lamentele. Delle semplici mascherine che pagavamo 1.50 sono salite a 6 euro quando andava bene, le tute che pagavamo 1/2 euro sono salite a 10 euro e questo in altre parti d’Europa non è successo. Per fortuna poi ci sono stati dei sequestri e le Regioni riuscivano a farle arrivare alle varie associazioni. L’ordine era quello di proteggersi anche per i servizi comuni. Lavorare in quelle condizioni non era assolutamente facile. Ci sono difficoltà di movimento, è difficile anche rispondere al telefono. I problemi economici rimangono, nel decreto rilancio i soldi per il Terzo settore sono stati tolti. Per fortuna le persone comuni ci hanno aiutato e ci hanno fatto sentire la loro vicinanza. Anche il Comune di Imperia e alla Regione Liguria hanno fatto la loro parte. Bisognerà vedere ora se riusciremo a recuperare le spese affrontate».