Imperia, Sinistra Italiana: «La risposta del presidente dell’Isah alle critiche conferma ed aggrava la nostra denuncia»

«Vogliamo rassicurare Pugi sulla nostra immutata attenzione ai diritti dei lavoratori di Isah, tra cui però non possiamo comprendere proprio chi si è reso responsabile di scelte che nei mesi scorsi quei diritti li ha ridotti o negati»

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Imperia. «La risposta del Presidente dell’Isah alle nostre critiche sull’auto-attribuzione di compensi per gli amministratori dell’ente conferma ed aggrava la nostra denuncia. Il presidente dell’Isah ha pensato di difendersi chiedendo alla nostra forza politica, notoriamente attenta ai diritti dei lavoratori, se ritenga giusto che gli amministratori di Isah debbano lavorare senza essere retribuiti. Questo goffo tentativo di difesa smaschera del tutto l’intento e l’interesse che ha mosso Pugi in questi mesi, ovvero procurarsi un lavoro retribuito. Peccato che per garantirsi il suo impiego retribuito da “manager” pubblico nominato dalla politica, abbia privatizzato Isah facendo pagare il prezzo ai lavoratori dell’ente, e di conseguenza agli utenti ed alle loro famiglie, per i diritti dei quali Pugi evidentemente ha meno interesse che per i propri» – commenta Sinistra Italiana – Sinistra in Comune per Imperia.

«Comprendiamo meglio ora le ragioni per cui Pugi, per rimanere alla guida dell’Isah, fece il gesto di “responsabilità” di rinunciare all’elezione a consigliere comunale e la sua malcelata sofferenza quando ricordava in ogni occasione che svolgeva il ruolo di presidente in forma gratuita. Sarebbe stato sincero se invece di definire allora una “missione” quel suo impegno, lo avesse definito un lavoro, perché evidentemente per lui quello doveva diventare.

Ricordiamo che chi per tanti anni ha diretto l’Isah prima di lui, costruendo il modello virtuoso di gestione dell’istituto che poi Pugi nel tempo ha man mano smontato e poi raso al suolo con la privatizzazione, lo ha fatto senza compensi e con una sincera vocazione a lui evidentemente sconosciuta.

I predecessori di Pugi hanno svolto il loro compito in forma gratuita non certo per un eccesso di generosità o per mecenatismo, ma perché il ruolo di direzione dell’Isah è supportato da figure professionali (direttore – segretario – personale amministrativo) che consentono a chi l’amministra di esercitare il proprio ruolo senza dover svolgere mansioni operative proprie di chi nell’Ente ci lavora.

Pugi ha dichiarato di essere impegnato, per ben sei/sette ore al giorno per il suo ruolo di presidente, e noi non possiamo che credergli visto che sicuramente si è autocontrollato gli orari di lavoro. Tale mole di lavoro può forse spiegarsi perché presiede riunioni di consiglio di amministrazione fiume che durano intere giornate, o perché è particolarmente lento nel rileggere e sottoscrivere i documenti che necessitano della sua firma, o perché, come spesso capita nelle imprese a gestione padronale, il capo lavora sempre anche quando sta pensando seduto alla scrivania, oppure più semplicemente perché ha deciso di assegnarsi mansioni che non spettano a chi dirige l’ente e si è auto-dichiarato vincitore di un concorso per titoli e meriti negato invece a chi poteva averne diritto.

Vogliamo quindi rassicurare Pugi sulla nostra immutata attenzione ai diritti dei lavoratori di Isah, tra cui però non possiamo comprendere proprio chi, oggi così attento a rivendicare i propri, si è reso responsabile di scelte che nei mesi scorsi quei diritti li ha ridotti o negati per poter garantire i suoi interessi» – afferma Sinistra Italiana – Sinistra in Comune per Imperia.

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