Imperia, il Polo Universitario diventa Fondazione: salvi i corsi e si pensa a un ritorno in aula a settembre foto

Allo studio il trasferimento di Scienze del turismo a Sanremo e una nuova facoltà che abbini agraria e alimentazione

Imperia. I soci della Spu riuniti stamattina in assemblea hanno approvato  il Bilancio 2019 e l’avvio dell’iter per la  trasformazione della società per azioni in Fondazione.  «Quest’ultimo atto -specifica il presidente della Spu Gianni Giuliano –  dovrà essere portato al vaglio di ciascun socio (le quote sono detenute per il 50 per cento dalla Provincia, 18 per cento comune di Sanremo, 10 per cento comune di Imperia e il resto dai comuni costieri ndr), quindi ad esprimersi dovranno essere i rispettivi consigli comunali».  Il Piano finanziario è stato elaborato dal consulente Marco Rossi.

collage assemblea Spu

«Abbiamo bisogno -dice il presidente della Provincia Domenico Abbo –  di uno strumento più agile per operare e soprattutto avevamo la necessità per legge di dismettere le quote.  La Provincia in questi anni ha compiuto uno sforzo notevole per mantenere i corsi. E’ stata proposta dal presidente della Spu Gianni Giuliano anche l’ampliamento dei corsi. Il piano è ambizioso  e quindi necessità di interventi finanziari maggiori, per fare questo abbiamo bisogno di coinvolgere l’Ateneo, la Regione e in generale, attivando lo strumento della Fondazione abbiamo la possibilità di coinvolgere anche altri Enti pubblici ma anche privati».

Riccardo Ferrante, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dichiara: «Sono confermati i corsi storici in Giurisprudenza e Scienze del Turismo, con Spu e gli Enti territoriali abbiamo cominciato a sviluppare l’idea di aumentare la presenza dell’Ateneo genovese nel Ponente ligure attraverso un corso a cavallo tra Agraria e Scienze dell’alimentazione. Sarebbe coerente con la presenza tradizionale e storica dell’Università di Genova a Villa Hambury  a Ventimiglia lavorare in questi settori. Naturalmente ci vuole del tempo perché sono corsi complessi che richiedono strutture, laboratori, un particolare impegno. Vedremo cosa si può fare».

«Per quanto riguarda il ritorno in aula la situazione  è molto incerta. Può essere che tutto si blocchi e allora ritorneremo con la didattica a distanza, può darsi che non ci sia più nessun problema e quindi si torni a fare lezione. L’ipotesi più probabile è una via di mezzo, cioè la possibilità di essere in aula ma rispettando delle regole molto rigide. Un certo tipo di distanza, un metro “da bocca a bocca” e con esigenze di sanificazione molto importanti. A Genova andremo in aula  facendo dei corsi non completi ma convocando gli studenti per una serie di di incontri. Può essere che proprio Imperia per una serie di caratteristiche del Polo, consenta, per esempio, per il primo anno di Giurisprudenza che andiamo in aula, integralmente. Sarà, comunque, sempre una didattica “mista” per consentire allo studente che preferisce stare a casa di studiare anche a distanza. Una modalità mista che consentirà la piena frequenza, quantomeno per il primo anno», sottolinea Ferrante