Il Tar rigetta la sospensiva e ribadisce: Amat e Aiga devono cedere le reti a Rivieracqua. Biancheri: «Basta ostacoli»

Legittima la richiesta del commissario Gaia Checcucci ai due gestori cessati: ora i giudici amministrativi dovranno esprimersi nel merito della causa

Imperia. Il Tar di Genova si è pronunciato contro Amat Spa (Comune di Imperia) e Aiga Spa (Comune di Ventimiglia) – entrambe partecipate dalla privata Ireti – che avevano chiesto di sospendere la delibera assunta dal commissario dell’Ato idrico Gaia Checcucci, a proposito del conferimento in Rivieracqua degli asset dei due gestori territoriali del servizio idrico. Una pronuncia, quella pubblicata questa mattina, che rafforza il processo di strutturazione del consorzio provinciale.

La prima sezione del Tar genovese composta da Giuseppe Caruso presidente, Luca Morbelli, consigliere estensore e Richard Goso consigliere, richiamando, tra l’altro, la sentenza del Consiglio di Stato che aveva stabilito che Amat e Aiga non “possono ostacolare” Rivieracqua in quanto enti cessati di diritto, riconosce la legittimità dell’azione del commissario Checcucci.

Ora, lo stesso Tribunale amministrativo si dovrà esprimere nel merito della questione, ma il primo round se lo è aggiudicato inequivocabilmente la società dell’acqua pubblica. Per dirla in altre parole, adesso i vertici di Amat e Aiga dovranno consegnare gli impianti delle rispettive società a Rivieracqua, in cambio di un equo indennizzo che gli stessi giudici amministrativi hanno confermato debba esserci.

Amat ha valutato i propri asset (sede, reti, impianti) 23milioni di euro, cifra che Rivieracqua contesta, così come la Checcucci che ha già anticipato una revisione dei valori di stima della società misto pubblico-privata del capoluogo, già approvati a suo tempo anche dalla Provincia.

«Prendiamo atto – dice il presidente di Amat Maurizio Temesio –  della decisione della magistratura che rispettiamo. Ovviamente non rinunceremo a vederci riconosciuto il giusto indennizzo dei valori di rimborso degli asset di Amat a tutela dei cittadini e dei nostri creditori e continueremo a vigilare perché il servizio idrico da rendere ai cittadini sia di qualità, alla giusta tariffa e in più continueremo con l’iter collaborativo che abbiamo avviato coi nostri interlocutori per procedere in tempi ragionevoli al passaggio degli asset»

Sulla vicenda interviene anche il sindaco Alberto Biancheri: «Adesso basta ostacoli. Dopo tre sentenze a favore del processo di integrazione, è arrivata l’ora che tutti lavorino su uno stesso obiettivo. Investiamo quanto nelle nostre disponibilità di Comuni per andare nella stessa direzione. Ribadisco l’importanza di questa pronuncia che ha confermato i pieni poteri del commissario, che noi sosteniamo, e la bontà del processo in corso. Continua il primo cittadino matuziano: «Sul piano politico è l’ennesima risposta a chi da tempo sta cercando in ogni modo di ostacolare questo percorso: negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una pressione forte e a mio avviso anomala, a difesa di interessi particolari, fatta di ricorsi, esposti, attacchi mediatici e prese di posizione del tutto fuori luogo contro un progetto, quello di Rivieracqua, che con molta fatica gran parte dei sindaci stanno faticosamente portando avanti. Mi auguro che la netta ordinanza di oggi scriva la parola fine a questo improduttivo ostruzionismo».

La scadenza per la consegna degli impianti fissata da Gaia Checcucci era il 15 maggio, prorogata, per l’emergenza Covid, al 15 luglio. La stessa Checcucci ha stabilito nel frattempo una proroga di 60 giorni, fissando un nuovo termine entro il 15 settembre.