Il commercio di Sanremo spera nei saldi, fatturato crollato del 50%

Sabato inizia il periodo di vendite a prezzi ribassati ma i negozianti sono tesi: pochi turisti e consumi in calo

Sanremo. Si preannuncia una partenza pallida per i saldi estivi 2020. Sabato 1° agosto inizia il periodo di vendite a prezzi ribassati e i negozianti sono tesi.

Pochi turisti all’orizzonte, alberghi semivuoti e consumi sempre più in calo non sono di buon auspicio. La ripartenza è difficile e dopo il lungo periodo di lockdown gli sconti potrebbero non bastare per tirare una boccata d’ossigeno, soprattutto di fronte ai grandi quantitativi di merce invenduta.

Per agevolare gli esercizi commerciali, Regione Liguria, in accordo con le altre Regioni, ha deciso di posticipare la data di inizio dei saldi facendola conciliare con quello che dovrebbe essere il periodo di maggior flusso turistico. Per richiamare presenze, inoltre, non sono mancate importanti azioni di marketing intraprese dal Comune e da piccoli privati come Sanremo On che a tal fine è tornata a investire sul territorio con una campagna pubblicitaria dal valore di 70mila euro.

I piccoli imprenditori ci sperano, ma allo stesso tempo non si nascondono dietro un dito. Antonio Fontanelli, rappresentante Sanremo On e Federmoda Imperia, nonché titolare di un noto negozio di abbigliamento del centro, dice: «Siamo al 50% in meno di fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e mancano i veri turisti. Ci sono le seconde case e speriamo che almeno loro ci aiutino. Confidiamo nei saldi anche per smaltire la merce che è rimasta su scaffali e scatoloni a causa della chiusura imposta dall’emergenza sanitaria. Il Governo però deve venirci incontro, calmierando le vendite online, magari aumentandone la tassazione come è avvenuto in Francia, e soprattutto deve ridare valore ai centri cittadini: se crollano le vendite al dettaglio, crolla anche l’interesse generale della città».

I commercianti di Sanremo sono preoccupati, anche di fronte all’apertura in Valle Armea di un nuovo grande franchising. «Dopo The Mall – sottolinea Fontanelli – è tornato lo spettro della nascita di una Sanremo 2 in quello che è sempre stato il polo industriale della città. Ma perché invece di dislocare il commercio sulle grandi superfici, non riqualifichiamo il centro? In via Roma ci sono almeno 10 negozi vuoti».

Ad alimentare la crisi, inoltre, la scarsa propensione alla spesa dei consumatori.  Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà oltre il 40% in meno, in media 135 euro – meno di 60 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 2,1 miliardi di euro.

I saldi dureranno fino a lunedì 14 settembre, periodo in cui molte saranno le regole a cui attenersi. Anzitutto, addetti vendita e consumatori dovranno rispettare le disposizioni emesse dallo Stato per contenere la diffusione del virus Covid-19, quindi obbligo dell’uso della mascherina e rispetto della distanza minima di 1 metro. Oltre alle misure di prevenzione, i commercianti dovranno esporre i prezzi praticati prima della vendita di liquidazione, i prezzi che si intendono praticare durante la vendita e il ribasso espresso in percentuale. Su ogni prodotto, inoltre, dovranno indicare in modo chiaro e ben leggibile il costo di vendita al pubblico. Si aggiunge che dovrà essere evidente la separazione delle merci in saldo da quelle vendute alle condizioni ordinarie. Tre giorni prima dell’inizio dei saldi, infine, gli esercenti sono tenuti a esporre un cartello ben visibile che annunci l’effettuazione delle svendite.

Si tratta di accorgimenti a tutela dei consumatori. Ogni anno durante lo shopping a prezzi vantaggiosi le truffe sono all’ordine del giorno, con merce in promozione ma che in realtà non è stata ribassata. Gli agenti della polizia municipale così come la guardia di finanza sono pronti ad effettuare controlli già in questi giorni per verificare i cartellini degli articoli esposti in vetrina.