Grave incidente in moto, dall’ospedale il consigliere di Dolceacqua Igor Cassini ringrazia i soccorritori

«Mi sarei però aspettato anche il sostegno da colui il quale ha causato questa mia condizione»

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Pietra Ligure. Dal letto d’ospedale del Santa Corona di Pietra Ligure, in cui è ricoverato dallo scorso 8 luglio a seguito del terribile incidente in Corso Genova a Ventimiglia che lo ha visto coinvolto, il consigliere comunale Igor Cassini, 34 anni, ha ringraziato il medico e i militi della Croce Rossa che lo hanno soccorso, la famiglia e gli amici che gli dimostrano affetto, preoccupandosi per lui. Lo ha fatto affidando i suoi pensieri al social network Facebook. Ma non dimenticato di “dedicare” spazio a chi avrebbe causato l’incidente: il conducente dell’auto che gli ha tagliato la strada e che non ha mai cercato di contattarlo per chiedergli come stava.

«Storie che ti cambiano la vita in un secondo, una vita che cambia non perché lo vuoi tu ma perché in quell’attimo qualcuno ha deciso di rovinartela – scrive Cassini -. Quella sera ero felice stavo tornando a casa in sella alla mia moto per riabbracciare i miei piccolini, senza però sapere che quella sera normale sarebbe diventata il mio peggior incubo. Un’auto tagliando la strada che come un proiettile ti piomba addosso, un secondo, il botto, il volo, il silenzio, il buio».

«Una volta ripreso conoscenza ho capito che qualcosa non andava non riuscivo a parlare, a pensare, mi sentivo prigioniero tra tubi, macchine, medicinali che non mi permettevano di esprimermi e di ragionare, sembrava un sogno e invece era la realtà – aggiunge -. Ora sono ancora qui in questo letto di ospedale in questa camera tutta bianca e blu dove non basterebbe un oceano di parole per descrivere ogni singolo pensiero che mi passa per la mente, sto vivendo un momento dove vedo tutto quello che mi circonda con occhi diversi, mi sono ritrovato a vivere un periodo della mia vita che nessuno dovrebbe mai arrivare ad affrontare».

«Vorrei ora poter ringraziare quel medico, il primo ad essere intervenuto che mi ha letteralmente salvato la vita: grazie. Spero un giorno di poterti incontrare – dice Cassini -. E successivamente un grazie per il sostegno alla mia meravigliosa Famiglia, e il calore dei miei amici»

E conclude. «Mi sarei però aspettato anche il sostegno da colui il quale ha causato questa mia condizione, magari cercando anche di meritarsi la mia attenzione e lo dico con molta onestà non avrei serbato rancore di fronte solo ad un mi dispiace o un “ti chiedo scusa”. Invece niente, il nulla, il silenzio… La codardia di essere uomini di ammettere di aver fatto una cazzata anche se involontariamente… Il mio secondo pensiero quando mi sono svegliato è stato chiedere se anche tu ti eri fatto male o se era tutto apposto. Ma signori si nasce, come dice Totò, non si diventa».

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