Delegazione del ministero dell’Interno, prefetto Di Bari: «Il ministro Lamorgese ha a cuore Ventimiglia» fotogallery

Prima del vertice in Prefettura a Imperia, ispezione al Campo Roja e in stazione

Ventimiglia. Si è conclusa con la promessa di trovare soluzioni concrete per la città, la visita della delegazione del ministero dell’Interno al Campo Roja di Bevera, che attualmente ospita 42 migranti tra cui 3 donne. Il campo, gestito dalla Croce Rossa, è chiuso dal 16 aprile: da quel giorno nessun nuovo straniero può entrare nella struttura, come stabilito dalla Prefettura di Imperia in piena emergenza Covid-19, quando due migranti ospiti sono risultati positivi.

Visita ministero dell'Interno a Ventimiglia

Sul tema migranti a Ventimiglia, il prefetto Michele Di Bari, a capo delle delegazione del Dipartimento Libertà Civili e immigrazione del ministero dell’Interno ha dichiarato: «Questo tema che da anni è sul tappeto, a Ventimiglia, non richiede ricette miracolistiche, ma pragmatiche ovvero capaci di incidere nella quotidianità». «C’è tanta collaborazione istituzionale da parte di tutti – ha aggiunto al termine dell’ispezione – Abbiamo piena consapevolezza che è un tema (quello dell’immigrazione, ndr) che esige risposte multiple e diversificate ed ho trovato un terreno fertile a livello istituzionale, perché tutto ciò possa avere presto una inversione di tendenza, come pure la gestione del centro».

«Il disagio che tutti noi avvertiamo – ha concluso – E’ il motivo per cui il ministro Lamorgese mi ha inviato qui con i miei collaboratori». La delegazione si è poi recata in Prefettura, a Imperia, per un incontro istituzionale, alla presenza delle maggiori autorità civili e militari della provincia per decidere le strategie di contenimento dell’immigrazione.

«Il fatto che sia arrivata da Roma una commissione presieduta da un prefetto, quindi finalizzata a trovare una soluzione per la città di Ventimiglia è finalmente motivo di tranquillità – ha detto il sindaco Gaetano ScullinoMi auguro che si arrivi ad una soluzione definitiva. Ventimiglia non è quella che deve pagare il prezzo più alto di questa situazione. Siamo consapevoli di essere in una città di confine, ma non possiamo continuare a essere portatori di situazioni di illegalità o di continuo arrivo di persone che vogliono andare in Francia e vengono continuamente respinti. Questo è risaputo: in Francia non possono andare, quindi bisogna fare in modo che vengano fermati prima. Chiediamo un intervento definitivo».

Sul Campo Roja: «Questo è un campo di transito che ormai è 5 anni che c’è, non è più di transito – ha aggiunto -. Noi non vogliamo assolutamente che diventi un campo di accoglienza, un Car, anche perché il Car a Ventimiglia non può essere formato perché Ventimiglia è città di confine. Finché c’era un transito, ok, ma ora il transito non c’è più quindi non so cosa potranno fare di questo. Desideriamo un intervento particolare per Ventimiglia, perché la qualità della vita deve migliorare e deve farlo attraverso un intervento nazionale». 

All’ispezione ha partecipato anche il deputato ventimigliese della Lega Flavio Di Muro: «Auspico un intervento subito, deciso, da parte del Ministero – ha dichiarato – Perché abbiamo il timore che Ventimiglia possa rivivere alcuni brutti momenti che vogliamo lasciare al passato. Questa preoccupazione è giustificata dai numerosi sbarchi che si stanno susseguendo sulle coste siciliane e noi ventimigliesi sappiamo cosa significa un incremento di flussi migratori: significa arrivare all’imbuto a Ventimiglia perché la Francia continua a non far passare i migranti». 

Sulla possibile chiusura (o riapertura) del Campo Roja, il deputato ha aggiunto: «Questo è un problema secondario. Per Ventimiglia ci vuole un piano straordinario che contempli l’aumento dei controlli sui treni perché è impensabile che i migranti possano attraversare tutta Italia, superare varie Prefetture, varie Questure, vari Comuni e arrivare qui anche irregolari. Serve un controllo almeno sulla linea ferroviaria Savona – Ventimiglia per intercettare i migranti e portarli nelle strutture preposte. Poi serve un aumento delle forze dell’ordine in città. E quindi serve un piano di trasferimenti attivo h24 che identifichi i migranti in città e li porti fuori. Per questo dico che problema sul Campo Roja è secondario: perché se un migrante è all’interno del campo e non ha titolo per starci, un migranti è fuori dal campo Roja e comunque non ha titolo per starci allora non deve stare a Ventimiglia. Se il campo Roja è una struttura di attrattività per far venire i migranti a Ventimiglia, allora va chiuso subito. Però ripeto, è nato per avere una valvola di sfogo rispetto a quelli che erano bivacchi alla stazione di Ventimiglia o in alcune aree di Ventimiglia. Quindi: chiusura sì, ma contestualmente deve esserci un piano straordinario di trasferimento dei migranti da Ventimiglia».