Decreto semplificazioni, Toti: «Molte ombre e poche luci per la Liguria»

«Non capisco bene che significa l'Alta Velocità tra Ventimiglia e Genova, dato che sarebbe una linea ancora diversa e i due progetti, alta velocità e raddoppio, sarebbero in sovrapposizione»

Genova. «Nel decreto semplificazioni annunciato dal Presidente Conte sono comprese alcune opere che la Liguria aspetta da tempo, anche se non è chiaro in quale forma. Si parla della Gronda e questa è una notizia, dato che il Movimento 5 Stelle è contrario da sempre e vuole cambiarne il tracciato, mentre c’è un progetto già pronto che sarebbe finanziato dal piano di investimenti di autostrade, che attende dal Ministero solo la firma definitiva e l’avvio di un cantiere, per il quale Regione Liguria ha già proceduto a espropri di terreni e fabbricati per un valore di 50 milioni. Non capisco quindi perché la Gronda non venga banalmente firmata, fatta pagare a Società Autostrade e avviata. Cosa che, come è noto a tutti i liguri, sarebbe possibile almeno fin dall’autunno scorso. Siamo a luglio dell’anno dopo. Di quel cantiere era stata chiesta notizia al ministro De Micheli durante la sua ultima visita a Genova prima di natale e fu detto che sarebbe stato deciso a gennaio cosa farne. Poi è intervenuto il dibattito politico tra PD e Cinque Stelle e sembrava che non si facesse più. Oggi la troviamo in un decreto semplificazione, ma non capisco cosa ci sia da semplificare, ci sarebbe semplicemente da fare. Il progetto è pronto, la copertura finanziaria c’è, i liguri hanno già pagato con i pedaggi l’opera. Comunque va bene, basta che parta subito». Lo ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso di una diretta su Facebook.

«Anche i raddoppi ferroviari delle linee Finale Andora e Pontremolese sono buone notizie – ha detto ancora – non capisco bene invece che significa l’Alta Velocità tra Ventimiglia e Genova, dato che sarebbe una linea ancora diversa e i due progetti, alta velocità e raddoppio, sarebbero in sovrapposizione. Ma va bene anche questo, non vogliamo mai essere manichei e di parte: quando arriva qualcosa di buono in Liguria siamo contenti. Poi nelle opere strategiche del decreto semplificazione si parla anche di Terzo Valico e Nodo di Genova. Ma sembra pleonastico, perché il Terzo Valico è già partito, era già presente nel decreto Sblocca Cantieri del Governo precedente, è stato nominato un Commissario che ha firmato anche il riavvio del cantiere del Nodo di Genova (per fortuna, perché era bloccato da una “melina” sulle firme)”.

«C’è un po’ di confusione – ha continuato ancora Toti – sull’impianto di questo decreto. Certo, si semplificano gli affidamenti fino a 150mila euro (piccoli lavori per i sindaci, certo utili ma non strategici per il Paese), e le gare fino a un certo valore, si prevedono dei commissari: ma non si affrontano i nodi che avevo evidenziato da tempo, e con me altre regioni e molti sindaci: ad esempio la possibilità di utilizzare un vero e proprio modello Genova e attribuire a sindaci e governatori quei poteri che sono attribuiti ai commissari straordinari. Si cerca di facilitare i compiti per qualche appalto, ma molti sono già finanziati e molti dovranno essere realizzati senza le semplificazioni che potevamo aspettarci. Mancano alcune cose fondamentali per la Liguria: non so che fine farà la struttura commissariale del Ponte Morandi, che pure gestisce molti dei lavori di ammodernamento a Genova; manca la diga del porto di Genova, opera assolutamente strategica per tutto il Paese».

«Comunque leggeremo il testo – ha proseguito – da quanto preannunciato vediamo luci e ombre per la Liguria, come avviene sempre quando si interviene su queste materie senza avere idee chiare né coraggio. Ben vengano tutte le conferme sulle opere che il governo intende fare in questa regione, compreso il rifacimento di un ponte autostradale sullo Scrivia. Non è buono però che queste opere vengano inserite su un documento di legge che ancora non abbiamo in mano. Mi sembra un po’ rivendersi la stessa cosa più volte».

«Rileviamo ancora oggi – conclude Toti – che sul problema autostrade il Ministero non ha ancora risposto a nessuna delle esigenze della liguria. Ci sono ambulanze che impiegano il triplo del tempo per i trasporti sanitari, mi chiedo se sia normale che nessuno si preoccupi. Perché si è modificato cronoprogramma dei lavori? Magari è indispensabile, ma nessuno lo ha mai spiegato e quello che sta succedendo sulle nostre strade è francamente l’inferno.

Tutto questo pare che a Roma non interessi: si va avanti secondo un progetto che nessuno conosce nel dettaglio e nessuno può controllare; nessuno risponde alle nostre lettere. Se non si riesce a fare un serio progetto delle autostrade della liguria senza che questo comporti paralisi del territorio rimango scettico sulle opere mirabolanti annunciate nel decreto semplificazioni. Ma non dispero. Il mio numero al ministero lo conoscono, voglio sperare che i cittadini non vengano privati ancora a lungo di loro diritti fondamentali».